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L’eSGAMOtage, una fiammeggiante fusion folk acustica, fantastica e italiana

escamotage[1][Caffè News] Si chiamano Fantasia Pura Italiana e sono un gruppo di Prato, che arriva in scena con un EP intitolato L’eSGAMOtage. La band è attiva fin dal 2004 e porta in giro uno spettacolo itinerante fatto di versi, poesie e ritmiche contaminate con elementi samba, prog, folk e cantautorali, sapientemente coniugate alla spassosa ottava rima dal sapore tutto toscano.

Il disco comincia con Apologia del moccolo, un brano scattante che racchiude in sé gran parte delle caratteristiche già elencate, prendendo toni e colori che tratteggiano un contesto che sa di commedia dell’arte. La ballata Culla di fulmini, è invece formata da un tappeto acustico dall’ambientazione più tendente al mondo indie, raggiungendo punte accelerate che scemano in una ridomata calma apparente.

Più sperimentale la title track, L’eSGAMOtage, apolitticamente polemica (“perchè non è esistita mai l’America / che c’han promesso e che c’han messo addosso: / una generazionale crisi isterica /avremo quando avremo mollato l’osso”) e accompagnata da un assolo psichedelico, un flauto magico e un ossessivo videoclip girato a Prato.

Ulteriormente dinamica è la recitazione lesta e iperattiva di La Limonata, che declama un’ennesima invettiva, ironica e geniale, contro il consumismo, prendendo spunto dall’esempio di una semplice bibita: “L’emblema di questa società è una qualsiasi bottiglia di limonata comprata in un qualsiasi supermercato che di una limonata ricorda il colore, l’odore e il sapore ma se con una curiosità che non ci hanno insegnato andiamo a leggere il libretto degli ingredienti posto sul retro ci accorgiamo che il succo di limone non è che la minima parte il resto è un elenco di nomi pseudo chimici che fanno decisamente paura!”

L’essenzialità si perde nella funkeggiante La Bella Calda, dove elettronica e virtuosismi si legano su un sottofondo che sembra quasi inneggiare al Mediterraneo e gioca con un movimento alternato e convulso di flauto, che si interrompe bruscamente proprio sul più bello.

Chiude il disco una cover, già richiamata in La Limonata, del maestro Fabrizio De André (a sua volta citato in Apologia del moccolo: “quel sovrano delle stalle disse poi, guardando me, che Fabrizio De André era solo un rompipalle”): Via del campo.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/avanguardie/57572/lesgamotage-una-fiammeggiante-fusion-folk-acustica-fantastica-e-italiana/#sthash.cNQ49De6.dpuf

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