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I droni Amazon, cyber-novità o pubblicità natalizia?

drone[1]

Nei giorni scorsi abbiamo visto su molte testate online titoli entusiasti che plaudono ad una nuova idea di Amazon. Il famoso sito di e-commerce, infatti, ha annunciato che, entro il 2018, i pacchi non saranno più consegnati dai corrieri bensì da alcuni droni che arriveranno in soli trenta minuti.

Ne ha parlato Il Messaggero, che titolava: “Amazon manda i droni per recapitare i pacchi, fra cinque anni gli aerei arriveranno a casa“, articolo: QUI. Anche La Repubblica, con una photo-gallery (QUI), parla della nuova invenzione dal sapore fantascientifico, riportando bene o male lo stesso comunicato pubblicato dal quotidiano romano, corredato di un po’ di foto.

Sul sito francese de Le Figaro, però, l’articolo prende già una forma più dettagliata (QUI), ponendo il titolo in maniera meno trionfale e piuttosto enigmatica: “Des mini-drones pour livrer les colis d’Amazon ?” (Mini droni per consegnare i pacchi di Amazon?). Leggiamo il pezzo, firmato da Géraldine Russell, e riscontriamo le stesse notizie dei due giornali italiani (5 anni perché i droni vadano in funzione, consegneranno il pacco direttamente a casa, sembra fantascienza ma non lo è, hanno un limite di sedici chilometri di distanza per la consegna, operazione “verde”) ma corredata di qualche commento ulteriore.

Nell’articolo della testata francese, si riporta come fonte la stessa intervista a Cbs di Jeff Bezos di Amazon, ma si mettono in luce le difficoltà della legislazione americana a riguardo. Lo spazio aereo americano, infatti, dopo l’11 settembre 2001 è costantemente sorvegliato e, sebbene già altre volte siano stati sperimentati droni per usi civili, la Federal Aviation Administration non consente il loro uso per scopi commerciali. La Russell riporta anche il fatto che Obama abbia firmato una proposta di riforma sull’uso dei droni da parte delle imprese, che dovrebbe andare in vigore a partire dal 2015.

Annunci entusiasti a parte, riportati fedelmente da tutte le agenzie di stampa di mezz’Europa, sembra assai improbabile (basta una ricerca in rete per rendersene conto) che la FAA arrivi a concessioni così estensive riguardo allo spazio aereo statunitense e, verosimilmente, l’annuncio dell’azienda di Seattle in pieno periodo natalizio (con tanto di video dimostrativo delle potenzialità del drone) potrebbe rappresentare una semplice operazione commerciale, pubblicità a breve termine per i malati di tecnologia che sperano di vedersi consegnare il pacco da un aeroplanino robotico piuttosto che da un fattorino.

– See more at: http://www.caffenews.it/societas/57248/i-droni-amazon-cyber-novita-o-pubblicita-natalizia/#sthash.gc6RKEJi.dpuf

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