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Gioco d’azzardo, la nuova malattia italiana

poker[1]

[Caffè News] Che si tratti di Texas Hold’em, di roulette o di scommesse sportive poco importa. I dati sono impressionanti e esplicano chiaramente un concetto: gli italiani giocano troppo. Il gioco d’azzardo è una malattia patologica che si sta diffondendo a macchia d’olio, complice il periodo di crisi, nella popolazione dello stivale. Sorgono infatti come funghi le sale giochi e i casinò virtuali, i centri scommesse e i club di poker.

Ad essere potenzialmente in pericolo è l’1,65% della popolazione adulta, ossia circa 790mila italiani [dati di Sistema Gioco Italia, federazione appartenente a Confindustria, QUI]. Il “giocatore problematico”, ossia colui che è affetto da questa nuova forma di malattia sociale, si trova tipicamente in grandi centri del nord-est, ha altri familiari che giocano eccessivamente, spende più di quanto guadagna o non riesce a risparmiare nulla, ha contratto debiti, non è settoriale e gioca quindi a diversi giochi.

I dati, in salita rispetto al 2008 (1,27%, 590mila italiani), secondo lo studio della federazione sembrano essere dovuti soprattutto alla minore disponibilità di risorse finanziarie in generale. Inoltre, sono circa seimila gli italiani in cura presso le strutture pubbliche per questioni di gioco patologico [Fonte: QUI].

A riguardo, Confindustria ha presentato una serie di proposte volte a riorganizzare il gioco d’azzardo, per tutelare meglio i cittadini ed eliminare i problemi.

Ma non solo, nella legge di Stabilità, accanto a temi di echi ben più vasti, era stato presentato anche un emendamento che chiede il raddoppio della tassazione sul gioco. Il firmatario, il deputato del Psi Marco Di Lello, ha così motivato la questione:

“[è] equo ed eticamente doveroso intervenire su di un settore che fattura 90 mld e ne lascia all’erario appena 8. Sul gioco del Bingo si prevede una tassazione all’11%, sulle Videolottery il 4,5%, solo per citare due esempi. Noi proponiamo di aumentare le tassazioni rispettivamente al 20 e al 10%. I dati sulla ludopatia sono allarmanti e chi ne soffre sono perlopiù disoccupati, casalinghe, studenti e pensionati. Bisogna regolamentare e tassare maggiormente i giochi d’azzardo per tutelare queste categorie. Ogni giocatore d’azzardo costa allo Stato 38mila euro annui. La nostra è una vera tassa che ‘toglie ai ricchi e da’ ai poveri’, oltre che favorire lo sviluppo del Paese.” [Fonte: QUI]

Ciononostante, la stessa legge di stabilità, ha beffardamente fornito una serie di nuove concessioni per l’apertura di trenta sale bingo [Fonte: QUI].

Inoltre, la dipendenza da gioco rischia di far bluffare anche a letto. L’andrologo della Clinica Urologica di Genova e presidente dell’Assai Aldo Franco De Rose, ha recentemente dichiarato che il gioco d’azzardo crea anche disturbi di tipo sessuale (eiaculazione precoce nell’uomo e mancanza di desiderio nella donna). [Fonte: QUI]

Insomma, dati in ascesa e pericolo di importanti ricadute sociali per un settore che, oltretutto, rischia di trascinare ulteriormente nel baratro migliaia di famiglie italiane.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/societas/57027/gioco-dazzardo-la-nuova-malattia-italiana/#sthash.PC84tKdV.dpuf

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