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Il mito del Chelsea Hotel

chelsea-hotel[Caffè News] Cos’hanno in comune Lou Reed, i Ramones, Leonard Cohen, Janis Joplin, Sid Vicious, Edith Piaf, Patti Smith, Bob Dylan, Dylan Thomas ma anche Elvis Presley, Andy Warhol, Jack Kerouac, Madonna, Charles Bukowski? Sono icone del rock, immensi miti della musica, della cultura pop e della letteratura. E sono passati tutti per il Chelsea Hotel.

Non esiste un hotel più importante nella storia del rock e forse anche nella storia della letteratura del Chelsea Hotel. […] Perché qui ogni storia ha diritto di cittadinanza, anche le più assurde, grottesche, improbabili.

Il Chelsea Hotel era un albergo di New York, chiuso il primo agosto del 2011, dove, nel corso degli anni, sono passati tutti gli artisti più in. E di questo albergo raccontano Massimo Cotto, Mauro Ermanno Giovanardi e Matteo Curallo in, appunto, Chelsea Hotel.

Un disco doppio ed un libro, che affianca i brani cantati da Giovanardi e suonati da Curallo alle affascinanti storie raccontate, con la voce e con la penna, dal buon Massimo Cotto.

Non è (solo) un album di cover di pezzi ormai classici, un libro di divulgazione musicale, uno spettacolo teatrale, un omaggio ai grandi del passato e ad un luogo magico della cultura pop.

Chelsea Hotel è tutte queste cose insieme ma anche molto di più. È un esperimento dal sapore magico, capace di ripercorrere tratti di vita di tanti personaggi attraverso un luogo ammaliante com’era, appunto, l’albergo di Stanley Bard.

Tramite Femme fatale di Lou Reed, I Wanna be your boyfriend dei Ramones, Chelsea Hotel #2 di Leonard Cohen, My Way di Frank Sinatra\Sid Vicious, La vie en rose e Les amants d’un jour (proposta nella versione italiana di Herbert Pagani, Albergo a ore) di Edith Piaf, Dancing Barefoot di Patti Smith, Blowin’ in the wind di Bob Dylan e I can’t help falling in love di Elvis Presley, Cotto racconta con istrionico magnetismo tanti piccoli episodi sulle star del rock che si sono incrociate nelle camere oniriche dell’hotel newyorkese. C’è anche posto per un outsider, Piero Ciampi, unico degli artisti citati a non essere passato per il Chelsea. Ma, per “affinità etiliche”, c’è posto anche per la sua meravigliosa Il vino.

Il viaggio proposto dai tre artisti è dei più emozionati e trasporta l’ascoltatore\lettore in un mondo fatto di hall, stanze, portieri, ascensore-montacarichi, cocaina e servizio in camera… Un mondo dalle sei corde e dalle atmosfere psichedeliche del rock degli anni ’60-’70.

Il disco\libro, distribuito da Egea Music e prodotto da Fuorivia, ci conduce in un tempo che non esiste più, regalandoci un pizzico di nostalgia e qualche momento di buona musica.

– See more at: http://www.caffenews.it/avanguardie/56515/il-mito-del-chelsea-hotel/#sthash.wrgw5iSu.dpuf

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