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Tunatones, un Vulcano rock’n’roll

tunatones studio

[Caffè News] Oggi, porsi all’ascolto di un polposo disco di rockabilly è come prepararsi ad assaggiare una gustosa bistecca di angus nell’era della cucina molecolare. E, come la bistecca è capace di farci venire l’acquolina in bocca al suo solo pensiero, così il rock’n’roll dei Tunatones riesce a stuzzicare fantasie libidinose (musicalmente parlando, s’intende).

tunatones vulcanoEcco dunque che arriva un nuovo disco. Titolo: Vulcano; sottotitolo: A new exotic rockabilly adventure; starring: Tunatones; etichetta: Prosdocimi Records.

E l’incursione alimentare di inizio articolo non è che un assaggio. I tre tonni, ben distanti dall’essere degli smunti sottolio, si lanciano in una discreta panoramica che riesce a raccogliere, in un modo o nell’altro, le sfaccettature più diverse di un genere che ci manca e che si tende a riscoprire sempre più.

Il primo album, iTunas, uscì l’anno scorso e già regalava qualche piccola perla (andate a sentire la spassosa Bam bam).

Quest’anno le ammalianti schitarrate di Mike 3D, il galoppante basso di Alessandro Arcuri e l’onnipresente batteria dell’endorser Stocco Drums Alberto Stocco conducono le redini di un nuovo viaggio non meno carico di emozioni trepidanti.

Divertimento e spassose costruzioni in giri di guitar boogie, in pezzi come Honkin’ horse e Rockin’ the higway, alternati a suggestioni bluegrass (l’intro strumentale El tiburón) e ad ammiccamenti che col blues ci scherzano (Me and my motorbike) o lo coccolano dolcemente (B.F.D.), fino ad estenderlo in una struggente ballad dai toni caldi e suadenti (Night has never been).

tunatones mixUno dei pezzi più riusciti del disco è senz’altro Like a goddes, nel quale la simpatia compositiva s’accompagna ad un coinvolgente abbinamento dei cori con qualche elemento vagamente psichedelico.

In Take surf un tappeto ritmico dal tono californiano prepara la strada a Bonneville speed, che fa venir voglia di recuperare bermuda e occhialoni da sole e sfrecciare con una decappottabile lungo la costa di Malibu.

In chiusura un Heavy Medley. Un insieme di cover di successi hard rock e metal: Hells bells degli Ac/Dc, Run to the hills degli Iron Maiden ed Enter sandman dei Metallica. Con un’operazione che ricorda quelle effettuate dai Baseballs su certi successi pop da classifica, i Tunatones smontano con maestria i tre pezzi, ricucendoli e colorandoli con tinte vivaci, arrivando a regalare nel finale qualche svolazzo che sa di ska, dopo un incedente trasporto che riprende anche il tema della Pantera rosa.

Un regalo agli appassionati del genere, che veste di nuovo uno stile tutto anni cinquanta. Suona che è un amore e i continui cambiamenti ritmici sono capaci di non renderlo monotono. Un ottimo lavoro di ricerca e reinvenzione che riesce a non incorrere nel pericolo di un generico piattume che spesso si nasconde dietro le operazioni che mirano a riportare in auge il rock’n’roll. Ultima perla: il disco è disponibile (oltre che in mp3 e compact disc) anche in vinile.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/avanguardie/56212/tunatones-un-vulcano-rocknroll/

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