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Il sistema perfetto

ELEZIONI: MATTEO RENZI VOTA A FIRENZE[Sannio Week] Si torna a parlare di maggioritario. Matteo Renzi, dal palco della Leopolda, annuncia un “mai più il proporzionale”.

Il sistema maggioritario uninominale corretto proporzionalmente, presente in Italia fino al 2006, è stato sostituito dall’attuale sistema proporzionale con premio di maggioranza e soglia di sbarramento. Lo stesso Mattarellum sostituì a sua volta il proporzionale puro, presente in Italia dagli albori della nostra democrazia.

Andiamo a vedere.

Col proporzionale puro si favoriva la nascita di coalizioni di governo. Furono pochissimi, infatti, gli esecutivi sostenuti da una maggioranza formata dai parlamentari della sola Democrazia Cristiana. Nacque il centrismo, il centro-sinistra e il pentapartito. Ci furono un paio di scivoloni a destra con appoggi esterni di monarchici e missini. Ci fu il compromesso storico col Pci.

Il maggioritario avrebbe dovuto correggere questa situazione. Eliminare gli innumerevoli partiti formatisi durante la prima repubblica ed avviare l’Italia ad essere un sistema a due forze che si alternino. Tutti sappiamo che non andò così. I partiti idearono l’artificio della lista di coalizione (pronta a imbarcare chiunque pur di far numero). Ci ricordiamo il Polo del Buon Governo, il Polo delle Libertà e la Casa delle Libertà da un lato; I Progressisti, L’Ulivo e L’Unione dall’altra. Anche in questo caso governi traballanti e ballerini e solo in un caso su tre (Berlusconi dal 2001-2006) un esecutivo arrivò al termine della legislatura.

Andiamo al porcellum. Ci abbiamo votato tre volte: 2006, 2008 e 2013. Nel 2006 si formarono essenzialmente due maggioranze diverse, una molto forte alla Camera e una risicata al Senato. Prodi, complici Mastella e Bertinotti, subì l’ennesima bruciatura.

Nel 2008 si tentò ancora di rimettere mano a un sistema bipartitico. Nacquero Pd e Pdl. Ma si coalizzarono con Italia dei Valori, Lega e Movimento per Le Autonomie. Inoltre, l’Udc comparve come terzo elemento. Risultato: anche il nuovo governo Berlusconi, causa Fini, cominciò a tentennare. Poi si dimise per colpa dello spread, ma questa è un’altra storia.

Tutti sappiamo (tranne chi ha una memoria particolarmente corta) cos’è accaduto quest’anno: sostanziale pareggio numerico, ma ampia maggioranza di centrosinistra alla Camera per una manciata di voti in più a causa del premio di maggioranza. Ciò implica che, durante questa legislatura, sarebbe impossibile fare un governo senza i voti del Partito Democratico. Sarebbe molto complicato anche un governo di minoranza di Movimento 5 Stelle o Popolo della Libertà.

Dunque?

Tre situazioni diverse che non hanno portato a governi più longevi.

Sappiamo solo due cose: il maggioritario tende a premiare la stabilità a scapito delle forze politiche più piccole, il proporzionale tende a premiare la rappresentanza a scapito della governabilità. Nessun sistema elettorale è perfetto.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 27/10/2013

http://www.sannioweek.it/index.php/2013/10/il-sistema-perfetto/

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