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Francesco, l’omosessualità e i politici

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[Caffè News] Ancora a debita distanza dalla comunità LGBT e ben lontano dal diventare un’icona gay, Papa Francesco ha fatto molto rumore con la sua dichiarazione-shock: “Chi sono io per giudicare un gay?”

Cosa cambia? Ad occhio molte cose. Un atteggiamento di ostile ritrosia e condanna si è mutato (e son bastate poche parole) in una blanda tolleranza che, seppur piuttosto fredda, fa ben sperare. Se non sul piano prettamente dogmatico almeno su quello sociale.

In un editoriale di Luigi La Spina apparso nei giorni scorsi su La Stampa, il giornalista ha voluto mettere in luce l’aspetto più interessante per chi, come chi scrive, si trova al di fuori sia del mondo LGBT che di quello cattolico. L’articolo del quotidiano torinese presenta un titolo emblematico: “Spiazzati i politici devoti”.

E già. Perché basta pensare ai tanti personaggi del nostro mondo politico (sia di centro-destra che di centro-sinistra) che fino a ieri si nascondevano dietro gli strali papali per giustificare i loro atteggiamenti omofobici o, il discorso è lo stesso, anticlericali (ovviamente sul tema). Ma non siamo più al tempo né di Benedetto XVI (“i gay sono un’offesa contro la verità della persona umana”) né di Giovanni Paolo II (“gli atti di omosessualità sono contrari alla legge naturale”), siamo nell’era di Francesco I e tutto sembra nuovo e possibile.

È chiaro che Bergoglio non ha parlato i matrimoni, tanto meno di adozioni, ma di semplice disponibilità ad accogliere chi “ha questa tendenza”. Ma con una frase pronunziata rapidamente in risposta a un giornalista alla ricerca dello scoop il papa ha, dice La Spina, “levato la stampella alla politica italiana, quella stampella a cui tutti si appoggiavano, sia per sostenerla, sia per abbatterla”.

Si trovano spiazzati quelli che amavano dar ragione al pontefice su ogni questione etica e morale. Si trovano disarmati coloro che remano contro in cerca di consensi fondati su un anticlericalismo talvolta infondato.

È bastata una proposizione a dare del Papa e della Chiesa cattolica un’immagine meno austera e più umana e pronta al dialogo. Ma la stessa frase, con titanica forza, è servita anche a restituire un quadro politico dai valori vacillanti e stabili come bandierine al vento. C’è chi si accoda senza voglia e c’è chi condanna timoroso, ma soffrono tutti della medesima malattia che corrisponde ad un’ambigua povertà di contenuti.

– See more at: http://www.caffenews.it/politica/53896/francesco-lomosessualita-e-i-politici/#sthash.nD9ZiYcC.gxBnWRfW.dpuf

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