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Prendete una stanza scura…

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Prendete un grillino e chiudetelo per un’ora in una stanza scura. Durante i primi dieci minuti inveirà (soltanto dentro sé) contro il potere di casta che lo ha rinchiuso. Dopo un quarto d’ora avrà organizzato le primarie, regolarmente on line, per essere eletto cittadino portavoce della stanza scura. Durante il resto del tempo gongolerà autocompiaciuto per il fatto di essere lui e solo lui il “normale cittadino portavoce”. Quando lo tirerete fuori lo ritroverete coperto di lividi e graffi, naturalmente autoinflittisi poiché aveva voglia di litigare con qualcuno. Le pareti della stanza scura saranno piene di scritte come “Waffanculo brutti Wacconi” dipinte col sangue. Ah, no, è ketchup.

Prendete un pidiellino e chiudetelo per un’ora in una stanza scura. Appena sarà entrato dirà che si trova lì per un complotto dei giudici e dei comunisti (o dei giudici comunisti o dei comunisti giudici o dei giudisti comunici o dei comuni giudaici, fate voi). Nemmeno un quarto d’ora e si sarà autoeletto Presidente della Stanza Scura e reginetta dell’estate. Quando lo tirerete fuori non vorrà uscire, dichiarando a gran voce che, durante i suoi sessanta minuti di permanenza, lui (e solo lui) è riuscito ad abbassare la pressione fiscale interna alle camere buie. E voi gli crederete.

Prendete un piddino e chiudetelo per un’ora in una stanza scura. Durante quell’ora non avrà concluso niente di che ma, quando uscirà, sarà meno smorto e triste di prima e vi pregherà di poter rimanere ancora un po’ di tempo in quella stanza buia, dove (per lo meno) non ci sono correnti, nemmeno d’aria.

Prendete un montiano e chiudetelo per un’ora in una stanza scura. All’uscita ne avrà calcolato i metri quadri presentandovi il conto dell’Imu, della Tares e di altre ventisei imposte di cui ignoravate l’esistenza. In più vi chiederà, in lacrime, di fare un sacrificio e risarcirgli i danni morali.

Prendete un leghista e chiudetelo per un’ora in una stanza scura. La distruggerà a furia di testate ed uscirà inveendo contro i terroni e gli extracomunitari che hanno fatto in modo che le stanze luminose divenissero stanze buie e piene di moschee e pizzerie “Bella Napoli”.

Prendete un sellino e chiudetelo per un’ora in una stanza scura. Durante la sua permanenza si adatterà, convinto di dover tornare alle origini dell’uomo per ritrovare la giusta umanità. Legalizzerà, nel solo territorio della stanza buia, i matrimoni omosessuali, la marijuana e lo sputo al soffitto. Non dovrete farlo uscire perché le sue cazzate raggiungeranno un tale volume da spingerlo fuori da sole.

Prendete un radicale e chiudetelo per un’ora in una stanza scura. Non farà nulla. Si metterà in sciopero della fame finché non andrete ad aprirgli. Se non lo tirate fuori si autoapplicherà l’eutanasia in seguito al vostro accanimento di oscurità.

Prendete uno di estrema destra e chiudetelo per un’ora in una stanza scura. Sarà così contento di vedere tutto nero e nemmeno un nero che finirà per fondersi con le pareti della camera. Quando gli aprirete non lo vedrete più, ma sentirete un “Boiaaaa chi mollaaaaa” che vi sembrerà pronunciato da un fantasma.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 13 maggio 2013

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