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Perché non Renzi ma una storia già Letta

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Letta, Amato o Renzi? Il dubbio è sciolto, il primo sarà il nuovo capo del Governo.

Se si fosse fatto un sondaggio tra gli elettori e i militanti del centro-destra (che sarà parte integrante della prossima maggioranza di governo), il coro sarebbe stato unanime: Matteo Renzi. La scelta, almeno ad occhio, è caduta sul candidato (tra i tre) che più piaceva al Partito Democratico. Ma forse anche a Berlusconi.Chi lo dice? Renzi in persona.

“È Berlusconi che non mi ha voluto” è quanto il sindaco di Firenze ha dichiarato al Corriere della Sera, precisando che né dalle alte sfere del Pd né da Napolitano c’erano stati veti sulla sua figura.Non appena Letta ha ricevuto l’incarico il tweet del rottamatore è partito rapido: “In bocca al lupo e un forte abbraccio a Enrico Letta”. Nessuna tensione, dunque, anzi una specie di ricompattamento del Pd, un istante dopo la caduta. Gli stessi giovani turchi di Fassina erano pronti a portare in trionfo quello che sembra destinato ad essere il nuovo leader democratico.

Ma perché Berlusconi non ha voluto Renzi? Durante l’ultima campagna elettorale l’ex premier si era detto disposto a non candidarsi nel caso Renzi avesse vinto le primarie del centrosinistra.

L’impressione è che Berlusconi abbia paura di Matteo Renzi. Paura che possa rubargli l’elettorato (forse anche il partito) dopo l’incredibile rimonta elettorale di febbraio.

Ma, probabilmente, qualche veto è arrivato anche dalla sinistra dello stesso Pd, quella che ha dimenticato il fatto che Fabrizio Barca è stato un ministro del Governo Monti e che, ora, appare pronta a schierarsi attorno a lui. E forse insieme con Vendola. Vendola, quello che nemmeno un mese fa annunciò l’entrata di Sel nel Partito del Socialismo Europeo, quasi preannunciando il fatto di essere disposto a raccogliere il più possibile tra i delusi dei democrats.

E forse la spaccatura ci sarà, probabilmente anche più d’una.

Roberto Speranza, capogruppo Pd, ha dichiarato che chi non vota la fiducia al Governo Letta sarà messo fuori dal partito. Favorendo, a ragion logica, numerose screpolature dell’area sinistra. La Puppato, infatti, sembra già pronta a fare le valigie.

L’idea che si vada verso un ritorno ai due partiti, che siano in stile Ds e Margherita o Pds e Ppi non è questione di poca importanza, sembra sempre più veritiera. Purtroppo nel Pd si pensa ancora al Pci e alla Dc.

La storia del governo prossimo venturo  sembra già Letta: ancora, alla dirigenza Pd, bruciano le ferite per la mancata elezione (con lo stesso metodo) di Franco Marini.

Giuseppe Guarino

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