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Lega Nord e 5 stelle, quelle strane somiglianze

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Lasciamo perdere per un momento le questioni riguardanti ideali e ideologie. Mettiamo anche da parte le accuse di razzismo, ostentato o velato che sia. Focalizziamo invece il nostro sguardo su alcune questioni prettamente politologiche che accomunano il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo alla Lega Nord di Umberto Bossi.

IL SENSO DI COMUNITÀ: Sia leghisti che grillini sono molto legati alle rispettive creature politiche. Se la Lega esprime un comunità in senso territoriale, i 5 stelle si sentono una comunità in un senso nuovo, un senso (quasi) completamente digitale. Può essere considerata un’evoluzione del partito di massa, capillarmente diffuso sul territorio e con una larga partecipazione degli iscritti. La Lega, probabilmente, ne è l’ultima espressione nel senso tradizionale, dato che, ormai da tempo, il Pd sta lasciando la solida organizzazione di massa di stampo democristiano e comunista in favore di una organizzazione di tipo manageriale. Il Movimento 5 Stelle, in tal senso, è una evoluzione aggiornata all’era moderna: il web al posto delle sezioni di partito, il digitale al posto della tessera, un ambiente cibernetico piuttosto che fisico. Con gli opportuni distinguo, è un rimando chiaro al tentacolarismo dei tanto odiati partiti della ancor più odiata prima repubblica.

IL LINGUAGGIO: È forse la caratteristica comune maggiore. Una volta la Lega urlava radiosa i suoi “föra da i ball”. Il linguaggio sboccato del Carroccio appare oggi quasi un innocente e pittoresco ricordo. I toni di Grillo e dei suoi sono ben più alti ma sullo stesso stile: l’insulto è sdoganato, la parolaccia ostentata, l’avversario annientato verbalmente. Quasi sempre senza alcun diritto di replica. Chi parla difficile ha qualcosa da nascondere, noi parliamo come mangiamo, per questo sprechiamo ingiurie ed epiteti. I nostri son tutti buoni, gli altri sono brutti, cattivi e, essendo schizzi di merda digitali, puzzano pure.

LA TOTALITARIZZAZIONE: Una definizione di scuola indica il totalitarismo come quel sistema di stampo prettamente autoritario all’interno del quale la politica penetra in ogni momento della vita, pubblica o privata. La Lega si è spesso mossa in tal senso, inserendo la Padania e suoi derivati in ogni luogo dove fosse possibile inserirli: dalla scuola di Adro all’elezione di miss Padania. Il M5S è invece uno strano caso: un vertice piuttosto autoritario che cerca consensi e si vanta di essi. Per il resto, il movimento di Grillo rappresenta una sorta di “totalitarizzazione alla rovescia”: esso mira ad insinuare i “cittadini normali” nel sistema politico, non il contrario. Direzione opposta ma risultato molto simile, tant’è che i “semplici cittadini” prestati alla politica appaiono spesso molto più politicizzati (e fedeli ad un’ideologia) dei cosiddetti “politici di professione”.

LA ROTTURA CON IL “SISTEMA”: Pezzo forte di entrambi i movimenti politici è la voglia di creare un nuovo mondo perfetto, investendo il proprio leader di una missione salvifica. Questa tendenza si notava molto nella prima Lega Nord, quella secessionista del Governo Berlusconi I e precedente al 2001. Il Carroccio, infatti, in questi anni ha subito un processo di istituzionalizzazione, avvicinandosi molto ai partiti “di sistema”. Il Movimento 5 Stelle, anche per via della giovane età, mantiene ancora la sua prerogativa anti-sistema. Tornano in mente tanti partiti che hanno avuto la stessa caratteristica: più volte i Radicali, il Pci precedente al Compromesso Storico, il Movimento Sociale Italiano e il primo Psi. Tutti partiti che, la storia ci insegna, in un modo o nell’altro sono poi diventati forze di governo inquadrate nel sistema. Non conosciamo ancora la storia futura del M5S, né in quale senso potrà dirigersi.

IL CORTEGGIAMENTO DELLA SINISTRA: C’era una volta Massimo D’Alema con la storia della Lega “costola della sinistra”; storia confermata in passato anche da Berlusconi che, nella propria coalizione, identificava il Nuovo Psi e, appunto, la Lega Nord come forze prettamente di sinistra. Lo stesso ex-premier ha più volte ribadito il carattere di estrema sinistra proprio dei militanti di Movimento 5 Stelle. Lasciando a queste dichiarazioni il tempo che trovano propaganda ed opportunità politiche, resta un dato di fatto: sia la Lega che il M5S sono e sono state corteggiate dal centro-sinistra.
Lo si sta notando anche nei tentativi di formazione del Governo da parte di Bersani: da un lato si strizza l’occhio ai 5 stelle, proponendo il noto programma di 8 punti; dall’altro si cerca un assenso da parte dei leghisti, che al Senato potrebbero apportare i voti per poter governare.

Giuseppe Guarino

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