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Falkland: plebiscito per restare con il Regno Unito

falklands britain

Gli abitanti delle Isole Falkland hanno scelto: si resta con il Regno Unito come Territorio d’oltremare. Scontato l’esito del referendum di Domenica 10 e Lunedi 11 marzo 2013, al quale hanno partecipato i 1.672 votanti dell’arcipelago del Sud Atlantico. Soltanto 3 persone si sono espresse in favore del passaggio sotto l’autorità dell’Argentina. Una maggioranza schiacciante, a senso unico, quella che ha deciso di rimanere fedele al regno di Elisabetta II, che detiene il potere sulle Falkland sin dal 1833.

È stato un plebiscito. Ha partecipato alla consultazione il 92% degli aventi diritto, polarizzando il voto sulla scelta unionista. Ma Buenos Aires non ci sta. Dall’Argentina la risposta è stata secca e durissima: “il referendum è illegale”.

Bollando il voto come un “tentativo inglese di manipolazione”, l’Argentina non ci sta e fa sapere che “la controversia sulla sovranità non è giunta ancora alla fine”. Inoltre, secondo il governo del Paese sudamericano, la popolazione delle isole sarebbe costituita da coloni britannici e, di conseguenza, non avrebbe nessun diritto di pronunciarsi sull’autodeterminazione.

Tuttavia, il Foreign Office del governo di Londra, afferma con forza che le Falkland non sono mai state argentine: su queste isole avevano ambizione le corone di Spagna, Inghilterra e Francia, ma i primi coloni stabiliticisi furono gli inglesi, nel 1833. A quel tempo l’attuale Argentina non esisteva e, pur avendo proclamato l’indipendenza nel 1816, bisognò attendere il 1861 affinché essa uscisse da una serie di guerre civili affermandosi nella configurazione odierna.

Il 2012, inoltre, è stato il 30 ° anniversario della guerra tra il Regno Unito e l’Argentina sulle isole, che lasciò più di 900 vittime. Il ricordo dell’evento ha scatenato rinnovate tensioni tra i due paesi.

Il Comitato delle Nazioni Unite sulla decolonizzazione ha dunque chiesto l’avvio di nuovi negoziati tra i due governi per tentare di risolvere questo contenzioso, con gli isolani che nutrono la speranza che il referendum possa far avanzare la loro causa.

Giuseppe Guarino

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