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Scanagliare la transiberiana della democrazia italiana bloccata dal gelo

IMG_0798[1]Anche il leader di Centro Democratico, Bruno Tabacci, sembra accodarsi a Nichi Vendola e Pierluigi Bersani circa la necessità del centro-sinistra di aprire al MoVimento 5 Stelle. Nonostante le dichiarazioni di Beppe Grillo, tendente a definire impropriamente “osceni” gli “adescamenti” da parte della coalizione di centro-sinistra, la via di una convergenza con la nuova forza parlamentare del MoVimento sembra quella più transitabile. Tabacci si spinge oltre le analisi di Vendola e Bersani e, dal primo vertice di Centro Democratico con eletti e sostenitori, si è espresso così: “Noi di Centro Democratico abbiamo contribuito ad una analisi dei programmi che permetta di trovare punti di incontro fra il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle. Su costi della politica, giustizia, welfare abbiamo individuato una serie di punti che indicano un tratto di strada per un governo.”

Niente di nuovo, sembra, ma l’ex presidente della Regione Lombardia prova a lanciare nuovi segni distensivi verso il popolo del M5S. “Chi ha votato per Grillo non voleva sfasciare il paese, voleva accelerare le riforme”. Riforme necessarie, dunque. E quella che emerge è una situazione da prendere al volo, da sfruttare.

Se una crisi è l’occasione per tentare cose mai provate prima è dunque questa l’occasione. Ma la terza forza del centro-sinistra si spinge oltre, considerando inopportuno il conferimento dell’incarico di formare un governo a Pierluigi Bersani, spingendo il calendario fino ad aprile e, dunque, all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

E Tabacci insiste anche sull’impossibilità di un’alleanza con il Pdl di Berlusconi. Alleanza che, a detta del leader di Cd, cozza contro l’idea di democrazia portata avanti da Italia Bene Comune.

Escluso il governissimo, su Facebook continua l’attività di propaganda satirica dei Marxisti per Tabacci, che riguardo a Beppe Grillo sembrano avere le idee piuttosto chiare: “sarà il più valido omino spargi sale in quel dei binari del grande cantiere presso la nuova transiberiana bloccata dal gelo”.

Sembra strano, ma la satira ci coglie in pieno. Occorre scanagliare la transiberiana della democrazia italiana ed un patto sui programmi è la soluzione più percorribile e più responsabile.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 4 marzo 2013

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