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Il business Litfiba e la truffa dei dischi civetta

trilogia

Partiamo con un presupposto: il contenuto di questo articolo non ha l’obiettivo di denunciare pratiche di per sé legali, ma di far luce su un uso consolidato che tocca diversi ambiti della cultura popolare italiana. Un uso che ha dell’ingannevole: stiamo parlando dei “dischi civetta”, ma il discorso si estende tranquillamente a qualunque settore dell’intrattenimento, dai libri ai videogiochi.

Ora, mettiamoci nei panni di un fan qualunque dei Litfiba. I Litfiba sono partiti lo scorso gennaio, per la cronaca, con un tour che ripropone la formazione originale (Pelù, Renzulli, Aiazzi e Maroccolo) e i pezzi della “Trilogia del potere”, ossia i brani usciti tra il 1983 e il 1989. Da questo tour verrà tratto un disco che uscirà durante il mese di marzo, intitolato “Trilogia 1983-1989 – Live 2013”.

Fin qui nulla di strano. Adesso, mettiamo il caso che il fan di cui sopra sia gasatissimo non solo dal tour ma anche dall’uscita di un documento audio. Collezionista di ogni disco della band fiorentina in originale, fa un giro su Amazon o su Ibs e inserisce nel motore di ricerca le parole “litfiba trilogia”. Sorpresa! Il disco (doppio) c’è già, non è ancora uscito però, quindi non è disponibile. È invece prenotabile con un sostanzioso sconto, arriverà a partire dal 12 marzo. Non c’è ancora l’immagine di copertina, ma sarà perché non si vuole rovinare la sorpresa. Il nostro amico taglia la testa al toro: prepagata PostePay, ordine con PayPal ed è fatta. Chiude il web browser con la soddisfazione di chi crede di aver fatto un ottimo affare.

Dopo un’oretta, il nostro decide di andare a fare un giro su Facebook e legge un aggiornamento di stato dalla pagina ufficiale dei Litfiba:

“Ciao ragazzi,
Abbiamo visto molti vostri messaggi dove chiedete se è vero che il disco uscirà il 12 marzo,perché alcuni siti (anche Amazon) lo hanno già messo in prenotazione.
La risposta è “NO”.
Quello che è in prenotazione ora in rete,con uscita 12 marzo, NON E’ IL NUOVO DISCO DEI LITFIBA, ma semplicemente una raccolta della Warner.
Il nuovo disco ufficiale “TRILOGIA 1983-1989 Live 2013” uscirà nel periodo dal 25 al 30 marzo, stampato dalla Sony.
Occhio a NON fare confusione…
Litfiba”

“Cacchio, – pensa – non può essere quello che ho prenotato io!”
Torna a controllare e scopre che invece è proprio così. Il titolo non è “Trilogia 1983-1989 – Live 2013”, come Piero e Ghigo hanno ricordato sulla loro pagina Facebook, ma è “Trilogia del potere. 1985-1988”. Fortunatamente molti siti di shopping on line permettono di annullare gli ordini fino al momento della spedizione.
Ma il rischio di prendere il tarocco è stato forte e sfiorato di poco.

Ma allora cos’è questo “Trilogia del Potere 1983-1988”? Un’ennesima raccolta non ufficiale di vecchi brani dei Litfiba. Ce ne sono tantissime e quasi tutte edite dalla Warner, che detiene i diritti sui pezzi del gruppo fino all’uscita di “Colpo di Coda” (pubblicato da Emi e non più da Cgd, ora Warner). Di raccolte ufficiose dedicate al gruppo ne sono uscite numerose nel corso degli anni, spesso in concomitanza alla pubblicazione dei nuovi album. Ce n’è una che si intitola addirittura “El Diablo”, come l’album di inediti del 1990.
È successo anche ad altri artisti: a Lucio Battisti all’uscita di “La Canzone del Sole” per Numero Uno, contrastato da “Volume 4” di Ricordi; a Vasco Rossi all’uscita di “Cosa succede in città” per Carosello, contrastato da “Le Canzoni d’amore” di Targa (giusto per citare altri due mostri sacri della musica italiana). All’epoca Vasco, come i Litfiba oggi, sconsigliò vivamente l’acquisto dell’album civetta. Gli Elio e Le Storie tese, invece, nel 2007 disapprovarono completamente l’uscita della triplice raccolta “The Original Recordings 1990/2003”, così come Francesco Guccini diede il proprio assenso alla pubblicazione dell’album “Live Collection” del 1998 ma affermando il proprio preciso disinteresse nei confronti del disco.

Questa volta, però, il semplice business orchestrato dalle vecchie case discografiche si mescola all’ingannevolezza del titolo, volutamente simile al prossimo disco live della band di Ghigo Renzulli e Piero Pelù.

Succede ed è già successo in molti altri casi. Chi è stato bambino negli anni ’90 si ricorderà delle videocassette della Stardust, che riproponevano versioni diverse (solitamente cartoni animati giapponesi) dei classici Disney. E così, mentre nelle sale usciva “Il Re Leone”, Stardust metteva in commercio la videocassetta di “Leo – Il Leone – Re Della Giungla”, proponendola con grafica molto simile all’originale Disney. Allo stesso modo uscirono cloni di “Aladdin”, “La Bella e la bestia”, “Hercules”, “Peter Pan”.
È successo recentemente anche, ad esempio, con la saga letteraria di “Cinquanta sfumature…”. Sull’onda del successo della trilogia di E. L. James, Newton Compton ha pubblicato la serie di Indigo Bloome “Incontri proibiti”, simile nella trama (e nella grafica di copertina) al best-seller con protagonista Mr. Grey. Non parliamo delle parodie, che sono tutt’altra cosa (anche se spesso possono essere assimilate a questo filone).

L’importante, come dice il comunicato dei Litfiba è “Occhio a NON fare confusione…”

Giuseppe Guarino

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