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Qualcuno era comunista…e qualcun altro non conosceva Gaber

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La partecipazione di Fausto Bertinotti al programma di Fabio Fazio insieme a Walter Veltroni e Paolo Rossi sta facendo il giro del web. I due politici e l’attore hanno recitato, lo ricordiamo, il monologo di Giorgio Gaber “Qualcuno era comunista”. Sul web le polemiche sono fioccate, tra chi critica il duo di politici e chi li osanna (o chi ne ama uno disprezzando l’altro).

Tralasciamo però critiche sull’inespressività dell’interpretazione di Bertinotti. Fatto sta, però, che a Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista Italiano, non è sfuggita una frase del monologo, recitata proprio dall’ex Presidente della Camera dei Deputati (e seguita da un applauso del pubblico e un sorrisetto compiaciuto): “Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore partito socialista d’Europa“.

Si riapre una ferita aperta, quella tra comunisti e socialisti italiani. Nencini ha voluto esaltare, con una velata strumentalizzazione, la bontà della storia socialista: “Per decenni (Bertinotti, nda) ha difeso quello statuto dei lavoratori voluto da un ministro socialista – Brodolini- e scopriamo infine che quel ministro, e quella legge, furono figli del peggior partito socialista d’Europa.  Un rivoluzionario da cabaret avrebbe avuto più rispetto della verità.”

Tutto chiaro, Nencini in fondo ha anche ragione. Se non fosse che la frase non è di Bertinotti, ma di Giorgio Gaber. E, in risposta al segretario Psi, l’ex sindacalista si è difeso ricordando che “Il testo è di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, ed è quello che è: un’opera d’arte. Chi lo legge in pubblico, come in privato, deve solo cercare di presentarlo fedelmente. Il resto è libero esercizio critico”.

Resta tanto amaro in bocca per quel grande uomo libero che era Gaber, un uomo la cui poesia, dieci anni dopo la sua scomparsa, continua ad affascinare. “Resta un gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo. Perché ormai il sogno si è rattrappito. Due miserie in un corpo solo”.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 27/01/2013

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