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Patate fritte: non fanno male, ottime in termini nutrizionali

“Le fritture non fanno male, tanto meno le patatine fritte!”. A decretarlo una serie di esperimenti condotti dalla Facoltà di Agraria della Federico II di Napoli.

In effetti, gli studi condotti dall’ateneo napoletano hanno dimostrato che se zucchine e melanzane assorbono fino al 30% di olio, patate o pizzette fritte ne assimilerebbero soltanto il 5%, il che farebbe di loro un pasto a composizione simile a quella di un piatto di spaghetti aglio e olio. È l’amido contenuto in questi cibi, in particolare nelle patate, a limitare l’assorbimento dell’olio.

“Le fritture fanno male? Ma quando mai! – spiega il professor Vincenzo Fogliano – Basta friggere in modo corretto e una patata fritta o una montanara diventano prodotti nutrizionalmente ottimi!”.

Il tutto è stato dimostrato anche ai fornelli, alla Scuola di Cucina Dolce&Salato di Maddaloni, con esperti del mondo gastronomico e lo chef Giuseppe Daddio, che ha provato di fatto quanto teorizzato in laboratorio.

Insomma, le patate fritte escono di diritto dalla categoria del junkie food, entrando invece a pieno titolo in quella dei cibi equilibrati. Chissà che presto non le vedremo prescritte da qualche nutrizionista in una nuova dieta dimagrante.

Giuseppe Guarino

Pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 26 novembre 2012

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