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La scalata di Laura

Esiste un centrosinistra. Un centrosinistra che non è omogeneo, né tantomeno unito. Un centrosinistra dove qualcuno fa la voce grossa e qualcuno pure. Un centrosinistra dove non si capisce bene chi c’è e chi non c’è.
Ecco, questo è il centrosinistra italiano. Ecco, ci sono anche le primarie del centrosinistra. Ecco, per la prima volta sono realmente combattute.
Da una parte c’è la struttura-partito. Il segretario nazionale. Un tipo simpatico e puntuale. Uno che, si sà, le primarie dovrebbe vincerle senza grosse difficoltà.
Dall’altro lato del ring c’è lo sfidante. Un rampante in camicia smanicata. Un giovane sindaco d’una grande città che gira l’Italia in camper. Il coraggio non gli manca, la faccia pulita nemmeno. E poi ha anche un manager che gli indica la via.

Terzo incomodo il governatore d’una regione del Sud, uno dei più amati presidenti dei governi locali, l’omosessuale con la zeppola. Amato dai nostalgici della sinistra. Comunista con quel pizzico di cattolicesimo che non guasta. I sondaggi gli assegnano la medaglia di bronzo.

Il quarto è l’assessore al bilancio del comune più importante del settentrione. Nostalgico democristiano, ex-amico di Silvio e di Casini. Che di speranze ne ha, perlomeno per dare un segnale.

Infine, c’è Laura Puppato. Che non ha slogan accattivanti come “Adesso” o “Oppure Vendola!”. Che non ha la visibilità del segretario, del sindaco, dell’assessore e del presidente. Che non ha un apparato-partito alle spalle, pur essendo iscritta al Pd. Laura Puppato è una donna tenace, lo si vede già dal fatto che ha avuto il coraggio di candidarsi alle primarie, dal fatto che vuole rompere gli schemi senza essere necessariamente una rottamatrice. “Un’altra idea di mondo – dice – è possibile”.

La scalata di Laura è appena iniziata. È una novità politica in un panorama stagnante, ma lei stessa ammette che “Sarà una scalata a mani nude, senza corde, reti e paracadute”. Ma gestire una campagna elettorale sobria, senza fiumi di denaro è il metodo per riavvicinarsi alla gente, senza avviare inutili e controproducenti guerriglie di partito.

La scalata di Laura è appena iniziata. La cima è lontana, ma il picco sembra già visibile.

Giuseppe Guarino

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Un commento su “La scalata di Laura

  1. Puppato cento ne dice ed altrettante ne pensa. L’ anno scorso si e’ proposta come Premier donna, una specie di Angela Merkel di Crocetta del Montelll, poi come la Ministra di cui il Veneto aveva bisogno, infine come Sottosegretario al Lavoro a condizione che Brunetta non fosse il suo capo. Manca solo che si proponga come Segretaria del Partito Democratico. Puppato e’ un caso eclatante di ” ipocrisia” politica a scopi carrieristici. Puppato si spaccia per ambientalista, difensore dei diritti delle donne ed amica del M5s, ma le prime affermazioni sono in contraddizione con quello che in realta’ combina e la terza e’ puro opportunismo. Il rinnovamento del PD e della politica in genere in Italia passa anche per lo sbarazzarsi , politicamente naturalmente, di simili personaggi.

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