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Piccola drammatica cronistoria del calcio italico

1972-73 : la Juventus di Fabio Capello, Causio e Altafini vince lo scudetto sul Milan di Rivera e Bigon, più indietro l’Inter di Facchetti, Oriali, Mazzola e Boninsegna.

1982-83: Lo scudetto va alla Roma di Pruzzo, dietro c’è la Juve di Zoff, Gentile, Scirea, Tardelli e Platini. Terza l’Inter di Oriali, Serena, Altobelli, Bergomi e Baresi.

1992-93: Trionfa il berlusconiano Milan all’Olandese: Gullit, Van Basten e Rijikard (ma anche Savicevic, Donadoni, Baresi, Maldini…). Secondo l’Inter di Berti, Sosa e Schillaci. Quarta la Juve di Vialli, Baggio e Ravanelli. Più indietro il Napoli, da un paio d’anni rimasto orfano del Pibe de Oro Maradona.

2002-03: Le tre del Nord dominano coi loro campionissimi. La Juve ha Nedved, Del Piero, Buffon e Trezeguet. Il Milan ha Inzaghi, Seedorf, Shevchenko, Gattuso, Rivaldo. L’Inter schiera Vieri, Crespo, Toldo e Fabio Cannavaro. Le tre del Nord hanno già visto altri campioni come Zidane e Ronaldo, di lì a poco ne vedranno altri come Kakà, Ibrahimovic e Luis Figo. C’è anche il Brescia che tra le sue fila schiera addirittura Baggio, Pepi Guardiola e Luca Toni.

2012-13. Tutto è cambiato. C’è una Juventus in cui non contano più le geniali individualità ma lo spirito di squadra e le doti del cementatore Conte.  C’è un Napoli dove effettivamente qualche campione c’è, ma senza Lavezzi non è più lo stesso. C’è un Milan che lasciando andar via i suoi campionissimi sembra non riconoscersi più. C’è un Inter che vede ancora Snejider e Zanetti, grandi campioni che han perso smalto. C’è una Lazio interessante, se non altro perché rappresenta una speranza per il futuro. C’è una Roma strana, per colpa o per merito di un signore che molti credono un maestro. C’è un Pescara che ha fatto andar via tanti baby-campioni : ha fatto cassa ma fa tristezza.

Come fa tristezza il calcio italico. Senza più i campioni di una volta, o con campioni agli sgoccioli. I Totti, i Pirlo, i Buffon, gli Zanetti, si vedono ancora. Chissà per quanto. I promettenti Verratti sono andati via. I campioni affermati Ibrahimovic anche. Resta poco. Coca Cola diluita con acqua liscia.

Mancano i soldi in questo business milionario. Mancano i soldi dei petrolieri e del Medio Oriente. Quelli che hanno fatto grande il PSG, il Chelsea, il Manchester City. Perché i soldi comprano i campioni. E pochi sono i Campioni che si chiamano Francesco Totti: legàti a una maglia per tutta la vita.

Chissà se in Italia potremo vedere ancora un Platini o un Ronaldo. Chissà. Ad oggi rischiamo di finire dietro il Portogallo. E si può parlare di “fuga di piedi”, tanto simile alla tristemente nota “fuga di cervelli”…

Giuseppe Guarino

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