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Slogan, battuta, semplice macchietta, affascinante suggestione, spietato populismo

Le ultime perle di Beppe Grillo, quelle che L’Unità ha ribattezzato “populismo sanitario”, hanno messo in dubbio l’esistenza dell’AIDS e del virus HIV. Fiero asseritore delle teorie del complotto, il policomico genovese è uno che ama cavalcare l’onda, altero inseguitore del successo personale tramite la battuta, lo sproloquio, l’insulto e lo slogan. Tutti strumenti abilmente travestiti da “interessi generali”.

Le pagine parodistiche abbondano sui social network, come quella intitolata “Siamo la Gente, il Potere ci temono”, che riprende nel simbolo il Movimento 5 Stelle. Proprio questa pagina è riuscita a prendere in giro il deputato IDV Francesco Barbato segnalandogli uno pseudo-comunicato firmato da un ipotetico senatore Frustalupi, che proponeva a tutti i colleghi parlamentari un meraviglioso viaggio gratis a Cuba senza perdere alcun altro privilegio.

Leggendo alcuni commenti ai post di tali pagine ci si rende in realtà conto di quanto spesso la parodia ci prenda, colpendo nel segno e passando per vera. Come ci è cascato l’on. Barbato, migliaia di utenti web ogni giorno condividono notizie parodistiche senza immaginare che siano tali. Quando non parodistiche spesso palesemente sbagliate, le news che dichiarano complotti, denunciano sprechi e lamentano furti abbondano nel web.

Ma perché hanno questa rapida diffusione?

Il segreto sta nel linguaggio. Vicino alla gente e spesso lontano da ogni ottica razionale. Gustave Le Bon asseriva che “non è con la ragione, ma spesso contro la ragione, che nacquero sentimenti quali […] la fede religiosa, l’amore della gloria e della patria, rimasti fino ad oggi le potenti molle di ogni civiltà”. Vero senz’altro. E qui ci ricolleghiamo al buon Grillo, bravo sondatore degli umori delle folle. Non è l’unico, né lo è stato, né lo sarà. La sua forza sta nel puntare il dito, nell’asserire animatamente ciò che tutti vogliono sentirsi dire, puntando il dito e infilando nel discorso qualche simpatico (!) e colorito epiteto.

Le doti di comunicatore del Berlusconi ne hanno fatto per anni la fortuna, chi può dimenticare il suo rilancio in diretta TV, nel 2006 contro Prodi, in cui senza alcuna ragione e con risultati disastrosi annunciò l’abolizione dell’ICI? E come scordarci della celebre discesa in campo. O, ancora, di Montanelli che di lui disse: “se un giorno si mettesse a produrre vasi da notte, farebbe scappare la voglia di urinare a tutta l’Italia”.

Quello che vince, quello che funziona, quello che va avanti, troppo spesso non è la razionalità, ma lo slogan, la battuta, la semplice macchietta, l’affascinante suggestione. Altrimenti, concludiamo con Le Bon, “sembrerebbe inverosimile che un ignorante falegname di Galilea possa esser diventato per duemila anni un dio onnipotente […], che in un’Europa ormai vecchia e gerarchicamente ordinata, un semplice tenente di artiglieria sia riuscito a regnare su una folla di popoli e re”.

Giuseppe Guarino

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