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Nasce a Cerreto il circolo dei Giovani Democratici

gd_logo_no-sfondoEssere membri di un partito politico nel 2012 può sembrare alquanto anacronistico. Non siamo più negli anni ’20-’40 del totalitarismo e della vita politica infiltrata in ogni settore, né nei successivi ’60-’70 dell’impegno a tutti i costi. La mia generazione, quella degli anni ’80, è figlia di quel periodo: del disimpegno totale, del tramonto delle grandi ideologie e dei partiti di massa, della nascita berlusconiana del marketing politico e del reclutamento manageriale. È così che oggi la mia generazione si trova a fare i conti con l’antipolitica, populistico rifiuto di affidare le proprie sorti alla politica.

A Cerreto Sannita, fortunatamente, non tutti la pensano così. È questo che ha portato, gli scorsi 22 e 23 giugno, alla costituzione di un circolo dei “Giovani Democratici”, organizzazione giovanile del PD, anche nella città di fondazione alle falde del Matese. Il motto, sin dall’inizio, è stato: “Crederci ancora”. Non soltanto nel Partito Democratico, che ad oggi si troverebbe (sondaggi alla mano) ad essere la prima forza partitica italiana, ma anche in tutta la politica. Credere ancora nella politica è l’ultimo attracco possibile, prima di una deriva che possa trascinare completamente a fondo la nave-Italia.

Le spinte e le iniezioni di fiducia, pertanto, a Cerreto come nel resto d’Italia, non possono che venire dai giovani. Forze nuove, contenuti nuovi, idee nuove. Soltanto i giovani possono portare nel PD un vento fresco poiché, per ragioni anagrafiche, si vede oggi affacciarsi alla politica una generazione nuova, completamente distaccata dalle esperienze precedenti, ma dalla memoria ferrea. Questo accade a Benevento, dove il circolo provinciale dei GD, insieme agli altri circoli territoriali e il nuovo circolo di Cerreto, è già da tempo attivissimo e propositivo.

I “Giovani Democratici” possono rappresentare dunque un laboratorio volto a sviluppare un discorso politico completamente rinnovato, poiché vedono oggi affacciarsi alla politica una generazione (nata tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90) che allo stesso tempo si porta dietro una lunga storia e se ne fa rinnovatrice. La mia generazione non ha vissuto il fascismo e la Seconda Guerra Mondiale, gli anni di piombo e il mondo a due blocchi, questo comporta una nuova visione del mondo, nuovi dialoghi, nuove prospettive. Una nuova politica che sappia far politica, magari ingenuamente, poiché fatta dai giovani, ma di certo autentica e genuina, fuori dagli strascichi pessimisti e improduttivi dell’antipolitica.

Giuseppe Guarino

Pubblicato su Realtà Sannita n. 12 / 2012 del 04/07/2012

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