Lascia un commento

I partiti oggi e l’ammasso di chiacchiere della destra italiana

Oggi, post-elezioni, è tempo di tirare bilanci.

La destra italiana si è rivelata finalmente per quello che è: un ammasso di chiacchiere. Avvoltosi su sé stessa a causa delle vicende leghiste e dell’addio (o semplice saluto?) di Berlusconi,  l’asse Pdl-Lega ha finito per frantumarsi ancora di più, distruggendosi completamente.

Peggio ancora il Terzo Polo. Se il Pdl e la Lega non raccolgono più tutti i consensi d’un tempo, per il Terzo Polo si tratta di non suscitare proprio interesse. Il progetto non piace alla gente. O, forse, la gente non lo conosce.

È finito il tempo delle chiacchiere, avremmo detto in tempi migliori. E invece no.

A raccogliere il testimone intriso di luoghi comuni e inveimenti caduto al centrodestra è il Movimento 5 Stelle.

Prima si incazzano dicendo di non essere un partito. Ora vanno in giro declamando di non essere antipolitica. Miei cari, volete decidervi?

Il termine partito allo fa attualmente paura. Si pensi che tra i partiti maggiori l’unico a sfoggiarlo ancora è il Partito Democratico. Gli altri no. Movimento lo chiama Grillo (ma anche Lombardo). Bossi la chiama Lega. Alfano (leggasi Berlusconi) lo chiama Popolo. Di Pietro parla più genericamente d’Italia, Casini d’Unione, Fini di Futuro. Vendola e Storace si alternano e reclamano per sé altri due termini che nessuno vuol più: Sinistra e Destra. Nella toponomastica partitica c’è un minimo comun denominatore: la libertà. Pdl, Fli,  Sel. Tutti a correre appresso alla libertà, tutti a reclamarne l’uso esclusivo.

Lasciamo perdere la terminologia e le nomenclature. Non finiremmo più. Il Movimento grillino sarà anche nato come non-partito ma ad oggi lo è nel vero senso della parola. Altrimenti non sarebbe la terza forza politica italiana.

C’è chi dice non sia un Movimento collocabile negli schemi destra-sinistra-centro. Fatto sta che alla vittoria di Parma il centrodestra ha contribuito in maniera non indifferente.

Emergono tre conclusioni.

1) Il PD farebbe bene ad allearsi soprattutto a Sinistra. Il Caso Palermo è emblematico. Altrimenti, invece di parlare di vittorie senza se e senza ma, ci si potrebbe trovare senza SEL e senza MPA.

2) Grillo ora dovrà limitare le chiacchiere ed amministrare. Se ne è capace.

3) Il PdL dovrà inventare nuove chiacchiere o, alternativamente, riesumare Berlusconi. Questo cosa comporterebbe, soprattutto nei confronti dei grillini?

La forza di Grillo sta nell’iniziare laddove Berlusconi ha finito. Con una dialettica un pò più colorita, ma non tanto. Con lo stile bellico di Bossi. Un bel mix insomma.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: