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L’Italia ha bisogno dei Partiti

Pierluigi Bersani le canta a Beppe Grillo, non nuovo a giocare agli insulti e alle accuse. Urlante. Questo è l’aggettivo che meglio configura il populista leader del Movimento 5 Stelle, quel Beppe Grillo così sicuro di sé. A Grillo risponde anche il leader dell’UDC Casini: “Entri in Parlamento, si misuri coi problemi concreti della politica e faccia meno chiacchiere”.

Beppe Grillo è il personaggio del momento, per alcuni il “nemico” del momento. Grillo è quello al di là, è quello che accusa tutti e tutto indistintamente. È quello che ha le soluzioni, secondo molti un nuovo “salvatore della patria”.

Se c’è una qualità comune a tutti i totalitarismi è proprio questa: la missione salvifica. Grillo si inserisce perfettamente in questo filone entrando dalla porta dalla quale sta uscendo la Lega.

E Grillo contesta il Presidente della Repubblica e invoca i partigiani. “Loro”, sostiene Bersani, “saprebbero cosa dire all’Uomo Qualunque”. È proprio qui il problema.

Grillo è vicino alla gente, ai suoi umori, alla sua spicciola voglia di vendetta e di riscossa. Ripetiamo, come la Lega, come il primo Berlusconi. Grillo prova a parlare il linguaggio della gente, e non ci stupiamo se è fatto di vaffanculi e cazzi come se piovesse.

Il centrosinistra da troppi anni parla troppo politichese, sia il Pd, sia Vendola, sia i resti di Rifondazione. La gente si annoia, e vota lo slogan più carino, il personaggio più simpatico, la pettinatura più trendy, il comico migliore.

Berlusconi, Bossi, Grillo, sono tutti parte di un grande calderone: l’antipolitica che entra nelle istituzioni e fa disastri. E promette i tagli dell’ICI e promette di uscire dall’Euro. Senza essere a conoscenza di nozioni fondamentali, talvolta.

L’Italia, invece, ha bisogno di Partiti. Non di un nostalgico ritorno della Prima Repubblica (e DC e PCI e PSI e MSI), né di grandi catch-all. Ha bisogno di Partiti veri, che parlino alla gente ma che facciano politica e non antipolitica.

La Costituente e il primo governo italiano, quello del CLN, erano formati da partiti. Cattolici, Comunisti, Socialisti, Liberali, Repubblicani. Da tutti i partiti. E ci hanno dato una Costituzione straordinaria, a cui si sono ispirate le neo-democrazie postcomuniste.

Oggi non arriviamo a questo. Il mondo della politica è troppo assorbito dal rigurgito dell’antipolitica, che urla e si sbraccia. E poi vomita anche l’Italia.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 2/05/2012

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