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Un cippo per i martiri di San Salvatore Telesino

La guerra civile italiana o, se si preferisce, Resistenza, si sa, sfiorò soltanto di sfuggita il Meridione d’Italia, concentrandosi nell’area centro-settentrionale dove gli scontri tra fascisti e partigiani furono estremamente violenti. Il nostro Sannio fu teatro di alcuni avvenimenti nella cittadina di San Salvatore Telesino dove, nell’autunno del 1943, un’azione partigiana aveva rimosso alcune mine tedesche su un ponte della strada che collegava Telese a Piedimonte. Ci fu, conseguentemente, una rappresaglia nazista nei confronti della popolazione sansalvatorese: 128 uomini furono incarcerati nella prigione borbonica di Piedimonte d’Alife, in attesa di essere deportati in Germania.

Da qui furono liberati dal Maresciallo dei Carabinieri Gaetano Guerriero che, avuta la notizia dell’ormai certa liberazione da parte della 5th Army delle Forze Militari Americane, consentì la fuga ai prigionieri, altrimenti condannati ad una atroce morte. I deportati Benedetto Bove, Rosario De Leva, Francesco Dusmet De Smours e Aldo Pezzato furono colpiti ed ammazzati dai tedeschi durante la fuga.

In ricordo di questo piccolo e quasi dimenticato episodio di storia locale, a San Salvatore sarà eretto, in occasione della Festa di Liberazione 2012, un cippo commemorativo. Una guerra non si vive soltanto sui grandi scenari e sulle strategie dei tavoli di politici e burocrati, una guerra è fatta di persone, di sangue, di drammi. Una guerra è fatta di umanità compressa, distrutta e sfasciata del proprio essere che paradossalmente si rivela in tutta la sua tragicità.

Con piccoli gesti e cerimonie commemorative non si possono certo riportare in vita i caduti, ma senz’altro si può dar voce a qualche piccolo atto d’eroismo o ad un avvenimento dimenticato dalla pomposità dei libri di storia.

 Giuseppe Guarino

Pubblicato su Realtà Sannita n.  7 / 2012 del 17 Aprile 2012

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2 commenti su “Un cippo per i martiri di San Salvatore Telesino

  1. Complimenti… ho sempre letto la storia della guerra civile italiana “dall’altra parte”, da quella dei perdenti… Raramente mi sono imbattuto in descrizioni così oggettive, imparziali ma, nello stesso tempo, intrise del dramma che la guerra di fatto è… ed è null’altro che questo. Onore a tutti i ns. caduti.

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