Lascia un commento

Rilassati e ascolta. Ovvero divagazioni filopoetiche su Battisti e Pasolini

“Rilassati e ascolta” diceva il Lucio Battisti del 1982.

E quando ti sarai rilassato e avrai ascoltato avrai anche capito. Come è possibile capire il Battisti del 1982. E quello del 1994. Quel Lucio Battisti che non voleva nessuno, quello che non viene ricordato nei salotti revival di mamma Rai e matrigna Mediaset coi cantantozzoli di serie B che cantano canzoni non loro con l’originalità propria di una copia masterizzata a 48 X.

Rilassati e ascolta. È un consiglio, non un imperativo. A rilassarsi e ad ascoltare. A prendere in considerazione per un solo attimo che qualcosa potrebbe essere diverso da come la immaginiamo.

Mente e realtà sono due mondi diversi. La mente elabora i suoi schemi che si basano sulla realtà, quest’ultima però introduce un elemento innovativo: l’imprevedibilità.

La mente è di uno. La realtà è di molti. Esistono tante realtà, dunque? Una per ognuno di noi? È inquietante, ma è così. Solo che queste tante realtà sono dei modelli, semplici o complessi, riproduzioni lineari in laboratorio, nelle condizioni ottimali. Esse si avvicinano alla realtà. La sfiorano, la toccano, talvolta sono completamente distanti.

La realtà è unica ma interpretabile. Ed è lì che arrivano tutte le fittizie realtà che ciascuno di noi ha in mente. Il Pirandello dell “Uno, nessuno e centomila” ce lo ha insegnato bene.

Ma che cos’è la realtà? Cos’è la verità? Esiste un esempio oggettivo di verità? Esiste un esempio scientifico di realtà che vada oltre il semplice fatto accaduto? E, a maggior ragione, esiste il fatto accaduto oggettivo, assoluto?

Ci viene incontro Pasolini, con una risposta più poetica che filosofica. O, meglio, poetica e filosofica. Come il Battisti del 1982. E quello del 1994. E quello del ’71 o del ’74.

Otello: Ma qual è la verità? È quello che penso io de me, o quello che pensa la gente, o quello che pensa quello là lì dentro [indica il burattinaio]
Jago: Cosa senti dentro di te? Concentrati bene… cosa senti, eh?
[pausa di silenzio]
Otello: Sì, sì, si sente qualcosa che c’è!
Jago: Quella è la verità! Ma sssssshhh… [si porta l’indice sulle labbra] non bisogna nominarla, perchè appena la nomini, non c’è più…
(Che cosa sono le nuvole?, Pier Paolo Pasolini 1967)
Indubbiamente viene da pensare al burattinaio, al Dio che intreccia le trame o a un Dio del libero arbitrio? Il grande artista che spande i colori o il critico d’arte che sapiente osserva? Impossibile venirne a capo, ché la fede o ce l’hai o non ce l’hai. Non si può costruirla.
Ecco, dunque, la fede è quindi verità? No, purtroppo. O, meglio, è la propria personale verità. La propria realtà. Che non può essere uguale per ciascun individuo.
Il Battisti (Velezia) del 1982 lo canta: “È già che la verità è solo un’immaginazione che una certezza propria non ha. Ti puoi avvicinare e questo servirà, ma è sempre un’interpretazione finchè il contrario non accadrà “ (È già, 1982, Lucio Battisti – Grazia Letizia Veronese).
E questa, purtroppo, è la risposta definitiva.
Giuseppe Guarino
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: