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E se da SEL se la prendono con chi la pensa come loro…

Insensato, non vedo come altro poter qualificare un intervento apparso sul gruppo Facebook “PUGLIAmo l’Italia: NICHI VENDOLA candidato premier 2013”.

Una frase che metaforicamente conteneva un importante punto di vista ha ricevuto una risposta fuori luogo. È questo quello che è successo.

LA FRASE – Antonio Di Pietro avrebbe detto, riguardo al prossimo governo tecnico d’ampie intese, che Pd e PdL non possono stare nello stesso governo poiché due uomini non dormono nella stessa camera da letto. Punto di vista il suo che, condivisibile o meno, è da tenere in conto poiché arriva dal leader di uno dei maggiori partiti del Paese.

LA RISPOSTA – L’intervento fuori luogo arriva dal gruppo Facebook legato al Governatore pugliese: nella frase di Di Pietro ci sarebbe omofobia poiché due uomini possono vivere nella stessa camera da letto e possono fare pure figli.

LA POLEMICA – SEL dimostra così la sua irresponsabilità, oscurando un parere che, se esposto in altri termini, avrebbe senz’altro condiviso. Spara a zero su Di Pietro, suo principale alleato, dimenticandosi che, a differenza del signore molisano, loro non sono (ancora) in parlamento.
Di Pietro ha voluto soltando intendere che il Papa è uno solo, o che due galli nel pollaio si azzuffano o, come dicono a Napoli, che due zoccole (ratti) nella stessa gabbia si mangiano l’una con l’altra. Niente omofobia, soprattuto per uno che nei fatti l’ha sempre combattuta e respinta. Che poi la si pensi come lui sulle elezioni anticipate per SEL è un’aggravante. Invece di cercare i punti di contatto sono andati a cercare i punti di attrito, non si vuole affermare che così una alleanza può saltare, ma di certo non si prospetta molto luminosa…

Abbattuto il Berlusconismo (ma ancora è presto per cantare vittoria), ricominciamo con i conflitti nel centro sinistra, il che può portar bene soltanto alle altri parti politiche, anche considerando che non è poi così scontata la configurazione degli schieramenti nelle prossime elezioni. Dopo aver abbattuto il comune nemico nazista USA e URSS incominciarono a farsi la guerra (fredda, ma sempre guerra era), vediamo di non fare la stessa fine. Insistere su simili sciocchezze è però il modo migliore per rimanere fuori da alleanze e parlamento.

Ancora una volta ci troviamo ad azzuffarci su questioni di forma e di apparenza, perdendo l’occasione di cogliere gli spunti d’un interessante punto di vista politico. Ed è tutt’altro che quello che a sinistra bisogna fare. Le ferite lasciate dal governo Prodi sono ancora fresche…

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 14/01/2011

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7 commenti su “E se da SEL se la prendono con chi la pensa come loro…

  1. Fare perno su un messaggio omofobo per criticare gli avversari politici non è questione “di forma e di apparenza”.

    • Chiamare omofobo qualcosa che non lo è, è senz’altro questione di forma e apparenza. Articolare un discorso politico su SEL (di cui sono ex tesserato) non credo sia solo apparenza.

  2. E chi ha detto nulla sul tuo articolato discorso politico?

    Tu non vedi nulla di offensivo nelle parole di Di Pietro. E secondo me, sbagli. Io sono gay e mi sono anche un po’ rotto i coglioni che per “farsi capire” le persone debbano usare metafore che in un modo o nell’altro mi danno contro.

    Però, siccome tu non sei frocio, parli di questione di forma e apparenza. Certo, non ti tocca. Per te non è apparenza ma di più: è trasparenza. A te, in fondo, che te ne fotte? Certo, se domani qualcuno se ne uscisse con un bel motto “su quella baldracca di tua madre”, forse non parleresti più di filosofia e di forma e apparenza. Forse ti incazzeresti per il fatto che qualcuno abbia chiamato, tua madre, baldracca. Forse. È un ipotesi, non ne sono neanche certo.

    Però, ragiona anche su questo: se in tanti ci siamo offessi, vorrà dire qualcosa. E non necessariamente che siamo tutti scemi. Magari semplicemente siamo stati chiamati in causa e ce le sentiamo addosso certe battute, che ci fanno male. Tanto. Davvero. E da un ex di Sel mi aspetterei un po’ di apertura verso questa mia/nostra sofferenza.

    Ad ogni modo, il mio è solo un punto di vista.

    • Tu mi hai scritto “siccome tu non sei frocio, parli di questione di forma e apparenza”. Io ti dico solo che la parola “frocio” in vita mia prima di questo commento non l’avevo mai nemmeno utilizzata.
      Comunque, in ogni caso, l’attacco di Di Pietro non è personale. È ovvio, a mio parere, che chi cresce in un determinato ambito sociale, quale quello in cui credo sia cresciuto Di Pietro, fa fatica a socializzare le nuove spinte socializzanti. E se ha utilizzato quella frase non è certo per omofobia, dato che qualche giorno fa lessi un trafiletto che diceva che si è scusato per la battuta infelice.
      Ma una cosa è il cattivo gusto di una battuta, altra è la discriminazione.
      Io contro i gay non ho assolutamente nulla, anzi spesso sono preso in giro perché nelle discussioni difendo determinati punti di vista.
      Qualche tempo fa scrissi questo: https://peppeguarino.wordpress.com/2011/05/10/il-movimento-antibusoni/
      Dirai che non c’è differenza con le affermazioni di Di Pietro. C’è invece. Perché una cosa è attaccare una comunità o una persona, altra è perdersi in una battuta.
      A mio modo, forse, sono omofobo anche io allora. Se questa la consideri omofobia. Io non lo so, so solo che un paio di miei amici omosessuali condividono il mio punto di vista sulla cosa.
      Tra l’altro io tento di fare riflessioni politiche e non etiche o morali o socio-culturali, purtroppo.
      In conclusione, secondo me, Di Pietro non voleva essere omofobo con quella frase. Se il processo alle intenzioni non conta, la non intenzionalità spesso serve a scagionare il reo. La battuta non è felicissima e poteva esprimersi anche in altro modo, senz’altro.
      Mi scuso se l’articolo ha offeso, ma forse non mi sono fatto comprendere o non ho saputo esprimermi bene.

  3. Non l’hai mai utilizzata – e sia chiaro non volevo addebitartela – ma ne percepisci pure tu lo spessore offensivo, in quanto rientra immediatamente nell’alveo delle “parolacce”. Ma come tu stesso converrai non è necessario usare le “brutte parole” per offendere qualcuno. Lo si può fare anche con un giro di parole, anche con un proverbio o una metafora. Il linguaggio ha un suo peso, come ad esempio viene spiegato qui da Paolo Patané, Pres. ArciGay, dal minuto 8 in poi: http://altrevoci.blog.rainews24.it/2011/11/11/unioni-gay-e-diritti-degli-omosessuali/ Dura poco e ti invito ad ascoltarlo (anche perché in larga misura corrisponde al mio pensiero ed è un modo per risponderti, senza scrivere un commento troppo lungo).

    Dici che una cosa è una battuta di cattivo gusto e un’altra la discriminazione. Concordo, a patto però di considerarle emtrambe posizionate sullo stesso binario. Il fatto che “tutto sommato sia solo una battuta infelice” e/o che “manchi l’intenzionalità” non spoglia quella frase di omofobia, non la rende meno lesiva.

    Ogni qualvolta veniamo considerati come persone che stanno anche solo un gradino più in basso di altre, là c’è omofobia. E paragonarci all’accordo Pd-Pdl non è certo un complimento né voleva esserlo. Poco importa che siano “solo parole” e non anche azioni. Poco importa che non ci sia intenzionalità. Uno può essere omofobo anche inconsapevolvemente. Di più: uno può essere omofobo anche se è gay.

    Di Pietro questo l’ha capito e (o quanto meno) si è preoccupato di chiedere scusa. In USA è successo qualcosa di simile, con conseguenze però molto più consistenti: http://www.vogliosposaretizianoferro.it/news/?p=671

    Per concludere, il tuo articolo non mi ha offeso: ha soltanto provocato una mia reazione, ovviamente contraria, certamente dura. Ma qui si tenta un dialogo. E ti ringrazio, visto che non mi hai fancullizzato e potevi benissimo farlo. 🙂

    Perdona la lunghezza della mia risposta.

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