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Chi cammina con la verità assoluta nel taschino

Luciano De Crescenzo ce lo ha senz’altro insegnato: bisogna aver paura di chi ha le certezze, non di chi ha dei dubbi. Perché se uno ha un dubbio è tollerante e aperto al dialogo. Chi possiede certezze, troppo spesso, è arrogante e poco propenso ad accogliere le altrui opinioni. La fede cieca in qualsiasi cosa è violenza.

Credere in un valore assoluto può rivelarsi deleterio nell’ambito della vita. Meglio non credere, o credere con le pinze. Non è questione di opportunismo, ma di semplice flessibilità e disponibilità al dialogo. Anche la scienza, d’altro canto, considerata l’esempio della perfetta certezza, è completamente falsificabile.

Non è una questione di metodo, se si preferisce l’induttivo o il deduttivo poco cambia. La scienza non è -manco a dirlo- completamente esatta. Per dimostrare quanto una teoria sia falsa basta “solo” dimostrarne il contrario o trovarne una migliore.

E se questo ragionamento è valido per le scienze, figuriamoci per le idee. Non esistono le idee perfette, anche perché spesso si fondano su un giudizio del tutto soggettivo. L’imporre una idea considerata perfetta all’altro è una imposizione di forza, una coercizione.

Siamo alla base del fondamentalismo: imporre la propria veduta a tutti, anche con l’uso della forza, tanto si è certi della bontà del pensiero. I grandi totalitarismi del XX secolo si sono sviluppati così.

È tragicomico ricordarci quanto al giorno nostro si debba ancora prendere atto di questa triste realtà. Il fondamentalismo è dappertutto: religioso, politico, sociale, persino sportivo! E non parliamo solo di terroristi islamici armati di Kalashnikov, di Black-Bloc no-global e di Naziskin.

Chiunque cammini convinto d’avere la verità assoluta nel taschino è un potenziale fondamentalista, laddove sia convinto che quelle idee non siano solo le sue ma facciano parte di quei valori cosiddetti universali, della bontà dei quali non è assolutamente possibile discutere.

Serve una massiccia dose di umiltà per ciascuno affinché si possa essere disponibili a non prendersi troppo sul serio e frequentemente non la si trova.

Le certezze troppo spesso sovrastano i dubbi e poco importa quanto siano fragili e incoerenti, rimarranno al proprio posto. Basta pensare a quanti comunisti o presunti tali facciano uso della rete internet globale, o a quanti fondamentalisti islamici si servano di armi e strumenti prodotti dal nemico occidentale e infedele, persino a quanti protettori dei diritti umani si servano di prodotti “Made in China”: il tutto per propagandare la propria causa, contraddicendosi vistosamente ma senza accorgersene. Anzi, spesso pensiamo che le nostre idee dovrebbero essere accettate da tutti, vivrebbero meglio.

L’essere convinti della bontà assoluta delle proprie idee è un primo passo verso il fondamentalismo, deleterio poiché in buona fede. Così come in buona fede erano senz’altro le Crociate, il nazismo e il comunismo sovietico.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 31/10/2011

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