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La Radio veramente pubblica

Torno a casa in automobile, presto, almeno rispetto ai miei coetanei. Accendo l’autoradio, una delle poche compagnie nei viaggi da solo. Troppo spesso la lascio spenta per correr dietro ai miei pensieri. Oggi no, mi va di ascoltare. Giro le frequenze, sempre le stesse: 101.00, 105.00, 102.5,… . Infine il mio dito fa fermare le cifre rotanti sopra la frequenza 97.5, che tra l’altro ho lasciato memorizzata sul numero quattro. Dalle mie parti su quella frequenza prende Radio Radicale.

Era tanto che non ascoltavo la Radio della Lista Pannella-Bonino, forse troppo. Mi torna in mente che è domenica sera e che alle ore 22 parla Marco Pannella. Anche stasera è lì, a conversare con il buon Paolo Martini, correggendosi a vicenda e discutendo. La voce è sempre quella, oramai familiare, le idee pure: impossibili da cambiare.

Lo sento discorrere delle condizioni delle carceri italiane toccando i più svariati argomenti, con una precisione chirurgica nel sottolineare cifre, dati statistici e non, nomi, sigle, luoghi. Pannella non è Berlusconi, non è quello che o lo si ama o lo si odia. No, Pannella è un uomo diverso, è uno che talora ascolti affascinato, altre volte prenderesti a bastonate perché ti fa incazzare.

E se ne sta lì. A discutere sulle difficoltà della comunicazione politica in Italia, ad indignarsi dei suoi messaggi (e di quelli degli altri) rimasti inascoltati. Ottantun anni ed è sempre lo stesso, pronto a dare “cuore e muscoli in battaglia”, sempre in modo non violento.

Indignato, come sempre, come al solito, perché in quel che dice ci crede davvero. Umanità nelle carceri, diritti civili, separazione delle carriere.

Sorrido mentre dice che Avetrana e altri casi di cronaca nera monopolizzano l’attenzione del pubblico, a discapito di fatti che dell’attenzione del pubblico hanno serio bisogno. Lui è là, rintanato in quella Radio Radicale, in quell’oasi di informazione libera.

Radio Radicale, una radio di parte che svolge un servizio pubblico senza prendere una lira, senza un secondo di pubblicità, senza musica che non sia messa da requiem. E il tutto raccolto in un completissimo archivio on line con licenza Creative Commons.

Una Radio che si distacca dalle spazzature televisive e non dell’informazione italiana, sempre più votata all’intrattenimento. Una Radio diversa, della quale ci sarebbe maggior bisogno. Dura come la testa di Pannella.

Giuseppe Guarino

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