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Il sogno di Craxi (e di Fausto)

C’era una volta Bettino Craxi, che al di là di discutibili azioni ed eventi aveva un sogno: l’Unità Socialista. All’epoca si parlava di unire PSI, PSDI e PCI (poi PDS). Oggi, che la politica italiana è in una nuova era, cosa rimane del Sogno di Craxi?

Era il 1991 quando un gruppo di dissidenti, contrari alla trasformazione del PCI in Partito Democratico della Sinistra, si allontanarono definitivamente da esso creando un nuovo partito dalle ben chiare radici: Rifondazione Comunista.

Nel 2008 accade una cosa simile, il PdS, oramai diventato DS, decide di fondare un nuovo soggetto, più moderato e democratico, insieme agli eredi della vecchia DC: il Partito Democratico. I soliti dissidenti (i soliti comunisti?) si oppongono alla fusione dei due partiti, appoggiando la mozione Mussi. Di lì a poco nascerà Sinistra Democratica.

Nel frattempo accade un’ultima importante rottura temporale, Rifondazione tenta di formare un soggetto unico della sinistra, raggruppandosi con Sinistra Democratica, i Verdi e il PDCI: nasce La Sinistra – L’arcobaleno. Niente da fare. Sconfitta elettorale e la sinistra resta fuori dal Parlamento. Ogni possibilità di tentare una unitarietà alternativa al PD salta. Bertinotti, candidato premier del soggetto, si dimette.

Paolo Ferrero, dopo le dimissioni di Fausto Bertinotti, viene nominato segretario di Rifondazione Comunista. Nichi Vendola non ne condivide la linea ed esce dal partito, rilanciando un progetto simile a quello de La Sinistra Arcobaleno: si allea con SD, PSI e Verdi e crea Sinistra e Libertà. Obiettivo principale è riportare la Sinistra agli antichi splendori, nonché riprendersi la parola “libertà”, tanto abusata dalle destre. Elezioni europee e nuova sconfitta, prima vanno via i Vedi, poi i Socialisti. Il sogno di Craxi sembra definitivamente sfumato, quando per la seconda volta in pochi anni era arrivato ad un passo dalla realizzazione.

Il resto è storia di oggi: la vendoliana SEL, partito fortemente personalistico, si appresta ad essere l’unico disposto a dialogare (o ad essere accolto?) con lo “sbandato al centro” PD. Di Rifondazione, Verdi e PSI è rimasto poco, e certamente siamo lontani da un dialogo d’unitarietà.

Fausto Bertinotti, che nel 2008 aveva rilanciato l’idea sembra oggi tristemente sconfitto. Scoraggiato dalle concessioni moderate del buon Vendola, ritorna all’ovile della “sua” Rifondazione. Da lì tutto era partito. Da lì forse, un giorno, tutto ripartirà.

Giuseppe Guarino

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