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Ammazzare i blog è come tagliare le corde vocali ai cittadini

Il  disegno di legge n. 1611 è in dirittura d’arrivo in Parlamento. È il temuto ddl intercettazioni, quello che tende a porre limiti all’informazione. L’obbligo di rettifica è l’ammazza blog per eccellenza, che toglierebbe la voce a migliaia di scrittori informali del web.

Nei laboratori dove si vivisezionano gli animali vengono tagliate le corde vocali ai cani per eliminare il problema del loro abbaiare. Il governo vuole fare la stessa cosa: rendere poco rumorosi siti web critici, informali, di contro-informazione, satirici e quant’altro. È un atto di tendenza totalitaria, a cui i nostri amici del governo sembrano sempre più apertamente aspirare.

La libertà di espressione si vedrebbe mutilata. Laddove essa manchi, col sacrosanto “diritto alla cazzata” di tognazziana memoria, manca qualcosa in più.

Nel momento in cui un individiuo mette nero su bianco il proprio pensiero trasponendolo su carta (o, in questo caso, battendolo al PC) egli vuole comunicare qualcosa. Nel momento in cui il pensiero viene corretto da una terza fonte questo subisce una deviazione. Perde la sua forza originaria divennendo un messaggio senza testo, di vacuo valore.

Non si vuol far differenza sulla “linea ufficiale” e l’informazione. Non si vuol credere che possano esistere commenti critici. Come se tutto quello che faccia la politica sia bello, perfetto e incriticabile.

Ci si negherebbe il diritto di informare e quello di essere informati, il diritto di esprimere opinioni alternative. Le proprie opinioni.

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

Sono i primi due commi dell’articolo 21 della Costituzione. Sembra riferirsi alla sola carta stampata ma ricordiamoci che la nostra Carta Fondamentale è nata nel periodo 1946-48, quando i mezzi di comunicazione erano altri, molti dei quali oramai in disuso.

Ammazzare i blog è come tagliare le corde vocali ai cittadini. È una cosa fattibile da chi detiene il potere, ma anche tagliando le corde vocali ai cittadini perché non urlino, legando loro le mani perché non scrivano, turando loro le orecchie perché non ascoltino, ci sarebbe comunque bisogno di mozzar loro la testa perché non pensino. E allora sarà taglio di teste.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 03/10/2011

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