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L’arroganza di certa sinistra è la sua rovina

Ci troviamo spesso a domandarci perché ad un centrodestra squallido non si contrappone un centrosinistra dai forti capisaldi, capace di traghettare il paese verso una nuova primavera.

La risposta, a quanto pare, sta nella mancanza di umiltà di una certa parte dell’emisfero politico riformista, democratico, socialista (europeo) o che dir si voglia. Pensiamoci: se la gente vota a sinistra lo fa per avere un’alternativa all’intolleranza e all’affarismo della coppia Berlusconi-Bossi, senza troppa fiducia né troppa speranza.

A sinistra pretendiamo troppo spesso d’essere portatori di cultura, tolleranza, libertà, moralità, elevandoci su palchi che non sempre ci si addicono. Di queste belle parole se ne fa marketing elettorale dai tempi di Berlinguer (e da prima ancora), e Nichi Vendola ne è soltanto il più fulgido e recente esempio.

Quello manca, troppo spesso, è la sostanza. Rischiamo così di avere un centrosinistra che contrapponga allo sfarzo del PdL ed al populismo di bassa Lega (Nord) una medicina della stessa fattura. Come uno scolaro svogliato: è intelligente ma non si applica.

Lo sappiamo troppo bene, il partito di Berlusconi fa della ricerca del benessere e della garantista libertà d’azione il suo punto di forza, predicando la libertà d’azione e uno Stato astensionista. Tuttavia, se lo Stato si trova nelle mani “giuste” sembra più tollerabile ed auspicabile un suo intervento.
Non sta meglio la Lega, che spreca il tempo tra l’individuare nemici da combattere e l’organizzare la prossima padana manifestazione.
Entrambi hanno trovato il “male assoluto”, che stia nelle toghe rosse o negli immigrati clandestini poco importa.

E noi a Sinistra facciamo lo stesso gioco, cambiando soltanto il tema del vanto e il nemico da combattere, ma arrogandoci capacità e virtù che non sempre possediamo. Starebbe tutta qui la possibilità di un vero cambiamento: meno arroganza e più dialogo con la gente, copiando dalla Lega il suo punto di forza più grande, il radicamento sul territorio.

Smettiamola di creare divisioni miranti ad elevarci a portatori dell’ortodossia, in Europa non si fa più dai tempi di Stalin. Al Centro lo hanno capito, costruendo pian piano una vera casa dei moderati. A Sinistra non si va al di sopra d’una flaccida alleanza o d’un debole cartello elettorale.

Prima di scendere in piazza, di allestir primarie, di firmare accordi, abbassiamo un po’ la cresta. Accantoniamo i punti di conflitto e uniamoci su quelli d’incontro. Smettiamo di celebrar con vanto la nostra diversità e rendiamola effettivamente operante. Non mostriamoci come un pacco regalo senza nulla dentro, è l’arte di chi ha condotto allo sbaraglio questo paese e dalla quale dobbiamo rifuggire, il modo di chi crede che la confezione sia la qualità del prodotto.

Solo quando il pacchetto sarà pieno e non solo dotato d’una bella confezione che indichi ingredienti e nemico, solo allora potremo dirci diversi e parlare finalmente a ragione di “questione morale”.

Giuseppe Guarino

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Un commento su “L’arroganza di certa sinistra è la sua rovina

  1. Forse c’è anche da ammettere che oggi la sinistra istituzionale non è mai stata così vicina alla destra, nei suoi modi di essere, nei suoi privilegi, nelle sue battaglie che battaglie non sono, ma solo mero populismo e facilonerie da manifestazione. Forse c’è da dire che l’opposizione sinistra-destra, oggi, non è più poi così tanto opposizione se andiamo ad approfondire.

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