Lascia un commento

Se del maiale non si butta via niente, il Porcellum è meglio buttarlo via tutto

Ritorniamo su un caro argomento sul quale si sta finalmente facendo la giusta luce: l’insulsaggine della attuale legge elettorale italiana. La porcata Calderoli: il Porcellum.

Nata nel 2006 come ultimo atto del terzo governo Berlusconi, volta a mettere i bastoni tra le ruote alla sinistra che avrebbe di sicuro vinto la successiva consultazione elettorale.

NON RAPPRESENTATIVA – E allora? Eccoci davanti a una legge elettorale che non garantisce un governo stabile né un’adeguata rappresentanza. Più di 2 milioni di persone senza rappresentanti in parlamento (più del 10% dei votanti), nonché partiti imparentati (MpA) che con l’1,13% dei voti si sono visti attribuire ben 8 seggi. La Sinistra – L’arcobaleno e La Destra storaciana presero rispettivamente il 3,08  e il 2,46, senza eleggere alcun rappresentante.

PARLAMENTO DI NOMINATI – Ma non è tutto. La legge Porcellum è volta alla tutela della casta dei nominati. Gli eletti li decidono le segreterie di partito, che hanno la possibilità di porre i candidati secondo la propria preferenza. Con la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni, poi, la scelta diventa ancor più discrezionale e spesso si finisce col fare entrare in parlamento prescelti baroni di partito mentre i voti per la lista li ha effettivamente raccattati qualcun altro, più radicato sul territorio.

DERESPONSABILIZZAZIONE DEL PARLAMENTARE –  Un giudizio sull’operato d’un parlamentare va espresso tramite l’osservazione della sua attività politica e, se soddisfatti o meno, in seguito a quella lo si rielegge o no. Con questa legge ciò non può accadere. Un candidato “scelto” dalla segreteria di partito non ha nulla da temere, avrà senz’altro un posto in parlamento se si è comportato come previsto dalla line-up dell’organizzazione di cui è parte.
In questo modo i parlamentari si ritrovano a non dover rispondere ad alcuno, ad essere privati della responsabilita che dovrebbero possedere nei confronti del popolo italiano. Essi seguono le sorti del partito di cui sono parte, col quale si muovono a dispetto del volere degli italiani.

NON GOVERNABILITA’ – Avevamo detto, all’inizio dell’articolo, che non c’è assoluta garanzia della governabilità. Questo poiché il nostro sistema è bicamerale, ma non solo. La causa maggiore della difficoltà di formare una maggioranza netta sta nella differenza tra i sistemi elettorali delle due Camere di rappresentanti. Se nella Camera dei Deputati il premio di maggioranza è attribuito su base nazionale, al Senato della Repubblica esso è attribuito su base regionale. Il che comporta la possibilità che partiti fortemente radicati localmente possano ottenere molti seggi nella Camera Alta, alterando non solo il voto degli elettori ma la stessa formazione d’una maggioranza. Continuando in questo modo potrebbe accadere, in una delle prossime tornate elettorali, di trovarci di fronte a due camere formate in modo diametralmente opposto ed essere così obbligati a ricorrere ad un governo tecnico o a una nuova convocazione dei seggi.

IL PROBLEMA – Siccome questo sistema non garantisce né la governabilità d’un maggioritario assoluto, né la rappresentività di un proporzionale puro, esso è assolutamente inadeguato. Governabilità e Rappresentatività sono due valori in virtù dei quali un sistema elettorale deve essere orientato. Un sistema elettorale che non sia né in grado di garantire una maggioranza certa, né di permettere un’ampia rappresentanza è senz’altro pessimo.

LA SOLUZIONE – Nell’immediato, la soluzione è una. Abolire il sistema elettorale attualmente in vigore. Come sostituirlo? Le ipotesi sono diverse, volte a garantire gli interessi più differenti. Senz’altro non ci sarà un ritorno al proporzionale puro. Tantomeno sembra difficile un nuovo maggioritario (in gergo scientifico Plurality).
Sembra invece doversi parlare di un proporzionale corretto in maniera maggioritaria, in modo da formare una netta maggioranza. Si spera solo nel più ampio uso di buonsenso. Se del maiale non si butta via niente, il Porcellum è meglio buttarlo via tutto.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 19/09/2011

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: