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Far riscoprire il valore della lettura

libreria_giuseppeLa legge Levi, attiva dal 1° settembre 2011, si propone di regolamentare il mercato librario che, grazie a librerie on-line e grandi catene, rischia di far chiudere piccoli editori e librerie indipendenti. Tagli sugli sconti, dunque: 15% massimo sul prezzo di copertina, 25% se le campagne promozionali sono promosse direttamente dall’editore (con durata massima di un mese). Biblioteche, scuole, atenei, associazioni senza scopo di lucro potranno avere uno sconto sul prezzo di copertina fino al 20%. Sono esclusi i “remainders”, ossia quei libri che rappresentano scorte invendute, eccedenze di magazzino e vecchie edizioni.

Legge buona o cattiva? Dipende dal lato dal quale la si guarda. Dal punto di vista dell’editoria è alquanto positiva, così come dal punto di vista dei librai. Da quello del consumatore\lettore un pò meno.

Si è andati a mettere le mani in un campo delicato, in cui il 15,2% di lettori “forti” in Italia (fonte: Istat, 2010) costituisce allarmante minoranza. Inoltre, secondo gli stessi dati Istat, le persone che non leggono nemmeno un libro in un anno costituiscono il 54,9% della popolazione. I tagli sugli sconti che la legge propone penalizzano soprattutto loro.

I libri costano (un nuovo titolo costa spesso 16-22 euro) e una mancanza di possibilità di ulteriori sconti potrebbe portare ad un blocco degli acquisti (chi prima acquistava sei libri al mese, ora ne acquisterebbe quattro).

Che valore, dunque, ha tale legge?

I parlamentari radicali l’hanno considerata una legge corporativista, volta a proteggere i librai, contro i nuovi sistemi escogitati nel libero mercato globale. Ibs, Bol, Amazon, quindi, vedranno diminuire la propria possibilità di far tagli, quei tagli che tanto avevano contribuito a sviluppare l’e-commerce.

Ma le spese maggiori, ovviamente, sono a danno del consumatore. E della cultura. Il valore della lettura viene declassato ad interesse (legittimo, per carità) d’una categoria, senza curarsi di proporre campagne per promuovere la lettura sin dalla più tenera età.

Scialuppa di salvataggio la rappresenta il mercato dell’usato, dove non si può mettere praticamente mano. Privati, collezionisti, bancarelle, disporranno ancora di prezzi stracciati e sconti galattici.
Un esempio: il libro vincitore del Premio Strega 2011, “Storia della mia gente” di Edoardo Nesi costa, di copertina, 14 euro. Con lo sconto del 15% massimo siamo a 11,90.  Su eBay lo si trova a 7,80 euro spedizione inclusa, quasi al 45%. E’ usato, ma se in buone condizioni un lettore affamato è disposto a prenderlo, con la gioiosa approvazione del portafoglio.

Il mercato del nuovo è comunque bloccato. Bello è salvare i librai e i mondi quasi incantati che rappresentano le librerie. Meno bello è imporre un tetto agli sconti, soprattutto se non accompagnato da una promozione volta a far riscoprire il valore della lettura. Oggi, in Italia, il 54.9% della gente non legge, speriamo che domani non sia ancora di più.

Giuseppe Guarino

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