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Addio Benevento, e poi?

Il decreto anti-crisi lo ha annunciato: la provincia di Benevento sarà probabilmente soppressa. Non è un bellissimo affare, piuttosto un colpo al cuore di due amati concetti legati a doppio filo: sussidiarietà e autonomia locale.

LE SPERANZE – C’è ancora qualche spiraglio di luce in questo tunnel profondo nel quale Giulio Tremonti ha lanciato il Sannio e le province al di sotto della quota 300mila abitanti. Innanzitutto c’è la possibilità che il decreto, convertendosi in legge, venga modificato in sede parlamentare, abbassando il parametro.
Una seconda ipotesi la si ritrova nel censimento del 2011, sul quale la legge si basa, che potrebbe portare novità dal punto di vista degli abitanti. Nel 2001 eravamo in 287mila, oggi speriamo di superare i 300mila ed aver salva la nostra autonomia.
Terza e quarta ipotesi sono possibilità remote, ma alimentano in qualche modo la fiammella della speranza.
Terza: la Corte Costituzionale sullo studio della Carta fondamentale potrebbe ritenere incostituzionale la legge, dato che già l’articolo 5 recita: La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
Infine, c’è sempre la possibilità di un referendum abrogativo. Queste due ultime ipotesi, però prevedono tempi che possono essere anche molto lunghi.

LE IPOTESI IN CASO DI ABOLIZIONE – Nel caso la provincia venga davvero abolita si prospettano diverse strade. Esse vanno dall’accorpamento totale con l’Irpinia (Provincia di Avellino-Benevento) o con il casertano, allo smembramento in due parti (metà provincia verrebbe accorpata ad Avellino e metà a Caserta). Una terza strada sarebbe quella, maggiormente gradita alla popolazione sannita, d’una unione con Campobasso e Isernia, con la conseguente nascita del tanto agognato Molisannio. Ad oggi è proprio questa la strada più difficile, ma se ne potrebbe parlare nel caso le due province molisane non raggiungessero (insieme) quota 300mila.

Siamo probabilmente al Fantaprovincia, al toto-accorpamento, senza ombra di dubbio ci troviamo di fronte ad una scelta discutibile e male accolta dalla popolazione sannita, fortemente attaccata al proprio territorio.

Giuseppe Guarino

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2 commenti su “Addio Benevento, e poi?

  1. Finalmente un provvedimento corretto. Meno provincialismo e campanili che ingrassano solamente politici corrotti. Si alza il livello del confronto.

  2. hahahahahah

    ci si appella alla costituzione per salvare gli interessi di una ventina di consiglieri provinciali.
    Ma allora è proprio vero che questa Costituzione è da buttare!

    davvero comico Pepe che nel bel mezzo di una crisi devastante del 2011
    si appella a Garibaldi! (per difendere una ventina di consiglieri provinciali nullafacenti)

    e perchè non si appella anche a Traiano?

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