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Libertà civili e diplomazia internazionale

Secondo le autorità cinesi l’incontro tra il Presidente Americano Barack Obama e il Dalai Lama avrebbe “offeso i sentimenti del popolo cinese”. Obama, per evitare incidenti diplomatici contro la superpotenza asiatica, ha subito dichiarato che Washington non sostiene l’indipendenza tibetana ma lavora per instaurare un clima di dialogo.

Pericolo. Forte pericolo. Per chi? Per i diritti umani e la democrazia.

La regione Tibetana, invasa dalle truppe di Mao nel 1950, vive in costante bilico nella Repubblica Popolare Cinese. Il governo centrale tende a sopprimere la libertà di culto, cercando di creare delle “Chiese di Stato” controllate da Pechino. Non esisterebbe più la vera e propria libertà di professare la propria religione, dovendosi essa conformare a quella “di regime”. Ciò è da anni questione di lotta anche con la Chiesa Cattolica Romana.

Benedetto XVI è andato oltre.  Scomunicando Huang Bingzhang, il Vescovo nominato dalla Associazione Patriottica Cattolica Cinese, è incappato in un incidente diplomatico volto, però, ad affermare quella autonomia della Chiesa dallo Stato. Cesare e Dio vanno tenuti staccati, ma Cesare deve garantire l’effettivo esercizio delle libertà religiose. La Chiesa e lo Stato sono due entità completamente separate. Il compito della prima è curarsi delle anime, del secondo è curarsi della convivenza terrena. Nessuno dei due corpi deve ostacolare il compito dell’altro. Questa è la libertà religiosa.

Occasione sprecata per Obama, colta al volo per Ratzinger, dunque. Non proprio, il ruolo politico\internazionale del presidente Americano gli impone cautela, una cautela che il papa può non permettersi. Il pericolo più grande è questo. Se da un lato vi è una guerra con il mondo del fondamentalismo islamico, dall’altro ce n’è una contro la negazione delle libertà civili e politiche. Non guerra di religione ma guerra per la libertà di religione.

E ancora una volta ci troviamo a renderci conto di aver nutrito (e di continuare a nutrire abbondandemente) per anni il mostro nel giardino di casa. I rapporti economici tra la comunista capitalista irrispettosa (dei diritti umani) Cina e la libera capitalista America hanno finora salvato capra e cavoli. Se un incontro tra il Presidente americano e il capo spirituale buddhista ha offeso il popolo cinese che dire di sessant’anni di dura repressione? Ma chissà che un giorno libertà civili e politiche non diventino oggetto di un contenzioso internazionale. Di una nuova guerra fredda.

Giuseppe Guarino

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