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Le città senza storia

Era il 1995 quando Max Pezzali cantava una canzone che incominciava con le seguenti parole: “Non c’è storia in questa città…”. Si riferiva alla sua Pavia, città dalle “due discoteche e centosei farmacie”.

Interpretando in altri termini la frase dell’883, viene da pensare alle tante città italiane “senza storia”. Possibile che esistano? Gli insediamenti umani sono spesso il risultato di anni di attività, movimenti e spostamenti. Portano con loro inevitabilmente una storia, se non altro portano con sé i motivi per i quali si sono formati.

Le città senza storia, però, ci sono. Esistono. Sono quelle in cui la gente non va più per ammirarne le bellezze, che sono diventate vuote, nel senso di prive di significato. Le loro bellezze, per carità, sono tutte (o quasi) al loro posto. Ma le persone che vi vivono dentro e attorno ne sanno poco o nulla, spesso ne ignorano l’esistenza, quasi sicuramente ne ignorano la storia.

E i turisti? Quelli che dovrebbero venire da fuori ad ammirare il valore della città e delle sue opere mancano spesso, conscii della cattiva gestione o della disinformazione se consapevoli, totalmente all’oscuro dell’esistenza stessa d’un sito interessante se “improvvisati”. Ed è così che una città piena d’arte può passare ad essere una “città senza storia”. E successivamente una città dimenticata. In cui ci si muove, presi dal proprio, dagli affari spiccioli e quotidiani, ma dimenticandosi della storia che è fin dentro le pietre della città.

Uno spiraglio c’è, guai se non ci fosse. Spesso ci fa tenerezza il vedere qualche giovane speranzoso o qualche anziano appassionaato che, tra lo stupore e, a volte, la derisione collettiva, porta per mano un gruppo di turisti, magari trovatisi lì “di passaggio”, alla scoperta della città, a far parlare di nuovo la storia. Lo spiraglio sta in quella gente che ancora crede nel valore della cultura e della storia. Per cui pietre e monumenti non sono semplici abbellimenti ma vita vissuta con un passato da raccontare: basta estrapolarlo e farlo rivivere.

E grazie a loro, magari, ci sarà un pò storia in questa città, in ogni città.

Giuseppe Guarino

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