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Anche le energie pulite vanno usate con criterio

Sbarazzarsi del nucleare è la porta d’ingresso alle energie alternative. Assolutamente vero. Cosa, però, sembra non volersi capire? Le energie rinnovabili sono il futuro, basta usarle con criterio.

Le critiche dei sostenitori del nucleare come “Non possiamo togliere lo sviluppo economico ai nostri figli, alle generazioni future” sono facilmente confutabili al di là di un incisivo “Si, ma non vogliamo generazioni future composte di bambini colpiti da radiazioni”.

Ben vengano la costruzione di parchi eolici, di centrali geotermiche, di impianti solari. Queste energie sono estremamente pulite e rappresentano la mano che madre natura tende all’uomo per venirgli incontro. Anche quando l’uomo avrà fatto di tutto per rovinarla, ella continuerà ad offrirci, incessantemente, i suoi doni.

Sul fatto che le rinnovabili non costituiscano una sufficiente forma di sviluppo è facile obiettare: troppo spesso gli expertise finanziati dai gruppi pro-nucleare si occupano solo di avallare la loro tesi, non di rappresentare la realtà per quello che è. Spinti da interessi economici consistenti.

In quanto alle rinnovabili, la vittoria del “Si” al referendum non significa certo che bisogna cominciare ad impiantare pali eolici a destra e a manca. Serve un metodo. Un criterio.

La natura non va affossata ulteriormente. Impiantare pali eolici in una zona protetta quale un’oasi o un parco equivale a mutarne gli equilibri, incidendo sulla biodiversità e sul territorio. Biodiversità e territorio che potrebbero essere sfruttate diversamente (ed anche con ritorno economico, il quale deve considerarsi però incidentale e non obiettivo primario) grazie all’applicazione di un turismo intelligente.

Perciò, quando vengono a parlarci di un diritto allo sviluppo che riguarda anche le generazioni future, non dimentichiamoci che, anche senza essere ambientalisti estremisti, l’esistere stesso d’una generazione futura dipenderà dall’esistenza o meno della natura. E la natura va trattata con i guanti bianchi. Bisognava farlo con l’utilizzo di energie inquinanti e, a maggior ragione, bisognerà farlo per l’utilizzo di energie alternative.

La terra a nessuno fu data in proprietà, ma a tutti in uso. (Terenzio – De Rerum natura)

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, Rubrica “Legno sopra un’onda”, il 20/06/2011

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