Lascia un commento

Al referendum c’è anche un fronte del “no”, non solo il fronte del “non voto”

benedetto della vedovaE’ Benedetto Della Vedova, ex radicale ed ora membro di Futuro e Libertà, a lanciare l’appello. E lo fa alla radio del movimento di Marco Pannella, dove dice che “la vera indicazione di voto di FLI è andare a votare”. Sembra un paradosso, perché d’altronde Andrea Ronchi, al cui decreto si vorrebbe rimediare con il referendum, è uno degli esponenti più di spicco del partito finiano.

Perché la posizione di Della Vedova e di FLI non è paradossale? Perché dovrebbero distruggere con le proprie mani quello che un loro componente ha creato?

Per amore di democrazia? Può darsi. D’altronde non hanno dato altra indicazione di voto se non quella di andare alle urne ad esprimere un parere. Che può essere sia un “si” che un “no”.

E’ emblematico il fatto che a proporre questa soluzione sia stato un ex radicale, uno che ha fatto carriera nella forza referendaria per eccellenza, forza che non si è mai schierata contro il raggiungimento del quorum ad un referendum. Diversamente da quanto fatto da altri che, chi in un’occasione, chi in un’altra, hanno invitato la gente ad “andare al mare”.

Gli stessi Radicali si pongono, stavolta, a favore del “no” sui quesiti riguardanti l’acqua pubblica. Così come Casini e l’Unione di Centro, che prende però posizione contro il legittimo impedimento al quale, dice lui, voterà “si”.

Radicali, Fli, e Udc: le altre facce di questo referendum, dove finora sembrano essersi confrontati solamente il fronte del “si” contro il fronte del “non voto”. Sorvolando su alcuni trascorsi antiquorum di alcuni ex Fli e Udc, stavolta sembra prevalere la voglia di scegliere.

Il referendum non è espressione di una parte politica, ma espressione di una scelta, per quanto questa possa essere politica. Ciascuno è chiamato a scegliere. Chi sceglie di non scegliere è un vigliacco, che perde la possibilità di esprimersi riguardo al futuro, suo e degli altri.

Tutti, comunque la pensino, devono andare a votare. E certamente, pure per chi non condivide le loro posizioni, gli esponenti radicali, futuristi e dell’Udc, andando a votare dimostreranno una maturità politica che i loro avversari attestati sulla posizione del non voto non hanno.

Come si vota è un altro conto. A votare bisogna andarci. E non ci vengano a dire che il referendum è inutile e che chi va a votare vuole rimanere un troglodita. Il referendum è democrazia. Farlo saltare scegliendo di non scegliere è sovvertimento di essa.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 6/6/2011

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: