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Si è sempre meridionali di qualcuno

Lo spunto del titolo è doppio, proviene da due fonti d’ispirazione. La prima va da ricercarsi nel cinema italiano (e anche nella filosofia): il napoletanissimo Luciano De Crescenzo nel suo film “Così parlò Bellavista” pronuncia la fatidica frase “Si è sempre meridionali di qualcuno” al milanese Cazzaniga (Renato Scarpa) che dice di aver abitudini diverse dalla moglie tedesca.

La seconda ispirazione è arrivata invece da un settimanale di partito, Il Futurista, organo ufficiale di FLI di Gianfranco Fini, che nella sezione “La goccia”, il 27 maggio, fa notare di come gli svizzeri abbiano incominciato a protestare per l’invasione di tanti italiani che, senza lavoro, tentano fortuna nella vicina Confederazione Elvetica. Per gli svizzeri diventano così “terroni” tanti italiani del nord e, soprattutto nel Ticino, anche il partito moderato e centrista SVP-UDC si è schierato a favore dell’espulsione di essi. Ma solo di quelli col passaporto tricolore. Siamo al “föra da i ball” anche lì e, nonostante ci troviamo in uno scenario per certi versi simile a quello italiano, le vittime sono soprattutto i settentrionali (italiani).

Un duro colpo è alla Lega, e alla sua pretesa d’avere un popolo d’onesti e benvoluti lavoratori. Esaltazione del relativismo per dar colpi alla Lega e alla sua xenofobia? Può darsi. Una delle più importanti critiche ai partiti territorialisti e esterofobi può essere messa in essere proprio tramite questa posizione.

In quanto a quello che sta succedendo in Italia, la Lega si mostra sempre più paradossale. Accanto alle esternazioni più frequenti di razzismo e intolleranza, siamo arrivati addirittura ai volantini elettorali in rumeno di Salsomaggiore. Ipocrisia pura. Prima si addita, semplicisticamente, ogni straniero, e i romeni in particolare, di portar solo danno e criminalità. Poi si ricorre a loro nel momento del bisogno. Cari leghisti, la vostra xenofobia cede, e ciò non potrebbe che far piacere se non fosse soltanto una trovata apparente, volta a racimolare voti.

In quanto agli extracomunitari, spesso ci dimentichiamo che anche gli svizzeri (e gli americani e i canadesi e gli australiani) lo sono. Massimo Troisi in suo monologo diceva: “Il governo ha deciso che presto il napoletano non dovrà più emigrare in Svizzera…. non il governo italiano, il governo svizzero!”

Che lo decidano! Paura d’essere inquinati? Può darsi, ma il denaro e i fondi neri che vengono dai terroni italiani, settentrionali o meridionali, non sono mai stati visti come un disturbo all’economia nazionale ma, anzi, pubblicizzati in maniera quasi invadente.

Anche qui basterebbe un pò di relativismo poiché, come da titolo, si è sempre meridionali di qualcuno. Ma i meridionali poveri ci fanno paura e ribrezzo e li chiamiamo criminali, quelli che portano soldi ci sono simpatici e li chiamiamo investitori. Ma le categorie non sono così nette e trovare investitori che sono anche criminali non è per niente cosa rara. E questo, dalla loro intelligenza, credo proprio che gli svizzeri lo sappiano bene.

Giuseppe Guarino

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