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Il MoVimento antibusoni

Scherzare con battute maschiliste da bar, come sostiene l’Arcigay in un suo comuncato, è nello stile perfetto del nostro Presidente del Consiglio, ragion per cui ci si indigna se un politico (è un comico ma da qualche anno soprattutto un politico) come Beppe Grillo si abbassa a tali livelli. Dare del “busone” a Nichi Vendola non è un gesto di stile, è un’uscita bassa e a gamba tesa contro un avversario pericoloso. E’ così scontato che chi dice di essere contro la “casta” non si pieghi alle sue regole per eliminare concorrenti e avversari, specie se in ascesa?

Numerose sedi territoriali del MoVimento Cinque Stelle hanno inviato sostegno all’Arcigay, ma sminuendo il gesto e riportando talora che “Grillo non voleva offendere nessuno”, altrimenti che si tratta solo di “polemiche strumentali e pre-elettorali”. In ogni caso, il gesto non va certo a favore di Grillo, tuttavia a favore di un Vendola lanciato sempre più forte.

Parlare di omosessualità non è facile, specie se si entra in un circolo quale quello di molte realtà territoriali italiane, dove la si guarda ancora con scherno e derisione. Il senso di ripulsa nei loro confronti è comunque molto forte.

Non posso dire che non mi sentirei turbato vedendo due uomini che si baciano, tuttavia credo sia una giusta espressione della libertà. Libertà vera. Non c’è motivo perché due persone, che siano innamorate non debbano poter manifestare i propri sentimenti. Né c’è motivo affinché debbano poter essere offese in relazione al proprio orientamento.

Tralasciando il tema dell’omosessualità, appare lapassiano il fatto che il MoVimento si mostri ancora un’associazione chiusa, convinta d’aver la libertà in tasca e tanti nemici fuori. Sui nemici niente da eccepire, ne hanno proprio tanti, ma la tolleranza non è certo dalla loro. Se poi siamo tutti servi del potere, questa è un’altra storia.

Si parla di rinnovamento politico utilizzando metodi vecchi. E se dobbiamo prenderci la “brutta copia” è tanto meglio tenerci gli originali, già avvezzi a tenere il comportamento d’uopo. Basterebbe meno incenso e più autocritica, dall’altra parte meno vittimismo e più volontà di spiegare l’errore.

Grillo ha sbagliato, punto. E farebbe bene a chiarirsi o a scusarsi. C’è soltanto la consapevolezza che, sull’uso di certo linguaggio, Silvio Berlusconi non ha l’esclusiva.

Giuseppe Guarino

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