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The answer, my friend, is blowin’ in the wind

Immaginate di essere nel deserto e di avere a disposizione un contagocce per razionare perfettamente le vostre scorte d’acqua. Poi immaginate di aver a disposizione soltanto un’ultima goccia. Quella goccia è qualcosa di prezioso, intoccabile, la vostra sola possibilità di sopravvivere. Contiene un messaggio, è la soluzione, il senso stesso della vita. La vita continua poiché c’è quella singola goccia d’acqua.

Immaginate ora di trovarvi davanti ad un’oasi e di avere da una parte quella goccia d’acqua e dall’altra una fonte intera per dissetarvi. Una fonte dalla quale scorrono migliaia di milioni di gocce d’acqua. Il messaggio, il senso che quella goccia d’acqua conteneva nel momento del bisogno è ora scomparso, dissolto, sparito. Essa non è che una goccia tra le gocce. Non è più il senso dell’esistenza, non trasmette più nulla.

E’ svelata così, con l’esempio della goccia d’acqua, una preoccupante verità. La comunicazione nella moderna società è qualcosa che può avvenire ma che non avviene. Perché?

I giornali, la radio, la televisione, la rete, il www, sono soltanto alcuni degli strumenti tramite i quali si può comunicare, i mezzi di comunicazione di massa. Mezzi che permettono di azzerare le distanze, di raggiungere l’altra parte del mondo in tempo reale e in meno d’un secondo con costi irrisori. Ma a che prezzo?

Il prezzo è il sovraffollamento delle notizie, delle novità, delle possibilità. E così ci si perde. Non per volontà ma per impossibilità di seguire tutto. E c’è il pericolo di perdere messaggi importanti, comunicazioni utili.
Televisori con migliaia di canali, blog e forum e siti che nella rete galleggiano orfani, radio che si danno battaglia sullo share. Siamo all’oasi, non più alla goccia d’acqua. Abbiamo la possibilità di dissetarci abbondandemente, ma paradossalmente ci sembra di avere un’arsura incontenibile. Poiché c’è dell’acqua inquinata, che si confonde con quella potabile: la tivù spazzatura, le notizie e i giornali di gossip, l’oceano della rete.

Le grandi possibilità di comunicazione si dissolvono in pochi attimi, poichè il messaggio si perde. Poiché la nostra goccia d’acqua è caduta nell’oceano dove s’è confusa con l’altre. Ma non solo. S’è mescolata anche a quelle gocce d’acqua contaminata, e con esse si confonde. Diventa quasi impossibile identificarla.

Non c’è da meravigliarsi se i media ci propongono offerte immense al termine delle quali ci sembra di essere di fronte al nulla più drammatico. Non vuol dire che non ci sono contenuti degni d’esser presi in considerazione, piuttosto che è difficile scovarli. E’ uno spiacevole effetto collaterale della democrazia e della libertà culturale\comunicativa, della quale però non possiamo far meno. Per citare Dylan (e Mogol\Tenco): “The answer, my friend, is blowin’ in the wind”; “risposta non c’è, o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà”. Proprio come la nostra goccia del deserto caduta nell’oceano.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 9/5/2011

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