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La trasmissione oggi è dedicata ad una terra bella e liberata

“Buongiorno Italia, oggi splende il sole\siamo su radio 25 aprile\la trasmissione oggi è dedicata\ad una terra bella e liberata […] questa è una festa a cui non sono invitato“. E’ l’incipit, più un versetto successivo, di una delle canzoni più famose di un gruppo di musica alternativa di destra, gli Hobbit. Niente da eccepire, chi si dichiara fascista non può riconoscersi nella festa della liberazione da quel fardello del fascismo, grossa ed opprimente seccatura criminale ventennale.

Questo si può dire. Siamo in democrazia e bisogna tollerare anche gli intolleranti, gli anti-sistema, i fascisti. Posso pubblicamente dichiarare il mio disgusto per una festa nazionale, se non mi ci riconosco. Anche il 25 dicembre è festa, ma un ateo può benissimo considerarsi contrario ad essa.

Giustificazione del comportamento dei “fascisti” (le virgolette son d’obbligo)? No, di certo. Perché poi basta ricordarci di quello che succedeva durante il loro tanto decantato ventennio. E’ vero, Mussolini faceva arrivare il treno in orario, faceva regali alle famiglie tramite una demagogia quasi premonitrice del clientelismo, costruiva strade, ponti e gallerie, bonificava l’Agro pontino. Ma poi tornano in mente il delitto Matteotti, l’Africa, la Grecia, l’Albania, lo squadrismo, i coprifuoco, il patto d’acciaio, le leggi razziali, la seconda guerra mondiale…

E ora? Si parla dei crimini e delle violenze degli americani e dei partigiani in periodo di Liberazione e sorvoliamo su ciò che avveniva sotto le mani di fascisti e tedeschi. E non parlo solo di Auschwitz.

L’intento principale di tutti i regimi fascisti aveva come base lo spregio per la democrazia, la distruzione fisica di chi non era considerato degno (o non si considerava degno) di far parte del mondo nuovo fascista. Repressioni, scontri, prigionie di massa, confini, colonialismo, campi di sterminio (parliamo di quelli italiani in Africa, predecessori addirittura di quelli nazisti, per chi sostiene che siano di hitleriana invenzione), giovani mandati a morire.

Non che partigiani e americani fossero santi (le vittime della guerra e delle stragi partigiane sono tantissime), anzi! E’ soltanto inverosimile che tedeschi e fascisti siano state persone così buone come si tende a voler credere\far credere. Italo Calvino, scrittore italiano e partigiano, nella sua “Oltre il ponte” dice limpidamente “Non è detto che fossimo santi, l’eroismo non è sovrumano”. Sulle nefandezze dei partigiani sono stati scritti tantissimi libri, così come su quelle di americani, tedeschi e fascisti. Basta informarsi senza limitarsi a raccogliere i dati che pendono dalla propria parte, chiudendo gli occhi sui rimanenti. Se poi vogliamo credere alla favoletta che quelli della nostra parte sono i buoni e gli altri sono i cattivi, siamo di fronte ad un romanzo e non alla storia.

Il problema è il metodo di giustificazione. Se ad una persona che si proclama ancor oggi fascista si ricorda che il fascismo ha fatto milioni di morti, al novantanove per cento la risposta sarà: “E perché, anche i comunisti hanno fatto le stragi!”; e viceversa. Ma le stragi hanno tre colori: rosso sangue, nero morte, bianco cadavere. E che siano stragi di destra, sinistra, su, giu, centro, hanno questi tre colori come minimo comun denominatore. Non giustifichiamo i fascisti e le loro stragi, né i partigiani, né alcuna altra strage. Il valore della vita è sempre il fondamentale, quello che sovrasta tutto.

Tra le tante notizie apparse in questi giorni, c’è anche “L’Italia è l’unico paese che festeggia una sconfitta”. Ma può dirsi sconfitta la liberazione, con il ritorno all’autonomia di un paese di fatto condizionato dai tedeschi, con la nascita in questo paese della democrazia, con la creazione di un regime liberal-democratico?

E allora, il 25 aprile non si tocca. E’ una data importante per l’Italia e per la democrazia. Per la libertà e per l’uguaglianza. Siamo partigiani perché crediamo in questi valori, crediamo di essere liberi dalle catene che il fascismo ci imponeva, liberi di andare dove vogliamo, dire ciò che pensiamo. Liberi di vivere. Liberi anche di dire che questa libertà non ci piace.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 26/04/2011

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2 commenti su “La trasmissione oggi è dedicata ad una terra bella e liberata

  1. Bello..e onesto..come articolo!
    Vera

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