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I vecchi leoni che ruggiscono nella musica

L’acclamazione di un artista quale Roberto Vecchioni sul palco dell’Ariston durante lo scorso Festival non ha fatto che attirare su di sé commenti entusiasti ed esaltanti dati circa il rinnovamento. Senza voler per nulla criticare l’arte musicale del professore, ci rendiamo però conto di quanto la musica italiana ristagni in una buia palude dalla quale esce saltuariamente grazie ai “vecchi leoni” che ancora ruggiscono.

A parlare sono i vertici delle classifiche dove troviamo spesso paccottiglie pop che arrivano da oltreoceano o il ciarpame italiano post-reality\talent. Sono questi i giovani che vanno avanti: nessuna innovazione, nessuna novità musicale, soltanto un ciclico ripetersi di ritmi e ritornelli già ascoltati. Lontani anni luce dallo splendore degli anni settanta e dalla creatività degli artisti degli anni ottanta e novanta.

A salvare capra e cavoli arrivano i soliti nomi: Vecchioni, Vasco Rossi (che però è ristagnato su sé stesso), Ligabue (come sopra), Jovanotti, Litfiba, Zucchero e Gianna Nannini. Non che si distacchino in maniera netta dal resto, ma portano qualche spiraglio di sereno nella buia palude a cui accennavamo prima. Attendiamo con ansia le novità di personaggi storici quali Guccini, Battiato e De Gregori, acclamiamo da trent’anni la voce di Fiorella Mannoia, da cinquanta quella di Ornella Vanoni.

Per quanto possiamo amare questi artisti è palese un invecchiamento della musica ed una stentata tendenza al miglioramento e, tranne qualche rara eccezione (Caparezza, Negramaro, Van De Sfroos), difficilmente si arriva al connubio tra qualità, novità e successo. Artisti, produttori, case discografiche ed agenti si poggiano sugli allori, si fanno trasportare dalla tendenza senza stimoli particolari, cercando di salvare il salvabile in uno dei settori di mercato che è costantemente in crisi.

Si è arrivati al paradosso della ripetizione che salva la crisi, tutto va scopiazzato e ripetuto all’infinito. Chissà che un giorno una forza innovatrice non spazzi via tutto e, come per il beat e il rock n’roll, segni una frattura con ciò che è stato, portando la musica in una nuova dimensione.

Giuseppe Guarino

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2 commenti su “I vecchi leoni che ruggiscono nella musica

  1. Purtroppo di giovani all’altezza di questi nomi ce n’è ben pochi. Mi vengono in mente solo i Negramaro e forse Mengoni che con la voce che si ritrova se farà le scelte giuste potrà arrivare in alto.

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