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Speculazioni in funzione di festività religiosa (e civile)

Sulle polemiche che accompagnano da tempo la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II il prossimo primo maggio c’è poco da metter bocca, non c’è articolo che non sia stato scritto sull’opportunità o meno di “bloccare” la città di Roma in un giorno già a rischio. C’è addirittura chi parla di “sfida di audience” tra la beatificazione ed il concertone di Piazza San Giovanni.

Addentrantoci in questioni meno spirituali e molto più materialiste, c’è il rischio d’un aumento imponente dei prezzi. Già negli scorsi anni, per i ragazzi venuti da lontano, trovare una camera a Roma nei giorni del concerto a prezzi popolari era una mission impossible. Quest’anno, complice la Beatificazione di Wojtyla, lo sarà ancora di più.

Si parla di tariffe alberghiere triplicate nella notte tra il 30 aprile ed il primo maggio, fattaccio denunciato anche da Striscia la Notizia: una camera che ad inizio marzo viene a costare 100 euro a notte, per l’evento del primo maggio ne costerà 1000, dieci volte di più! E girando sui diversi siti che illustrano le tariffe alberghiere si può notare quanto speculino diversi alberghi della capitale sulla beatificazione di Giovanni Paolo II.

Speculazioni in funzione di festività religiosa, non è un fenomeno nuovo: chi si ricorda delle famose bottigliette d’acqua a 5 euro del Giubileo 2000?

A farne le spese, soprattutto, i consumatori, i pellegrini e (nel caso del primo maggio) chi andrà a Roma per godersi il concerto. Ne farà le spese anche la città di Roma, che guadagnerà una pessima figura nonché una magra immagine, soprattutto nei confronti dei pellegrini che vengono dall’estero per assistere alla beatificazione.

Senza entrare in critiche sui dogmi e i fondamenti della fede, sembra però ipotizzabile una teoria: le cerimonie e le funzioni religiose fungono da lievito per i prezzi, creando disagi anche a chi quel giorno sarà a Roma ma non ad acclamar beati né ad ascoltar musica.

Giuseppe Guarino

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2 commenti su “Speculazioni in funzione di festività religiosa (e civile)

  1. E la chiamano “Caritas”.

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