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Il conflitto di valori

In uno dei suoi ultimi concerti Fabrizio De André asserì che non è vero che i giovani non hanno valori, è soltanto il mondo degli adulti a non essersi abituato ad essi. Il cantautore genovese riuscì ad esprimere un concetto tanto vero quanto discusso.

Il conflitto di valori c’è, esiste. Esso non deriva però soltanto dallo scontro generazionale tra adulti e giovani. Il conflitto si ha già spostandosi di latitudine o longitudine, per non parlare del tempo. Anche questo concetto Faber lo aveva affermato.

Ma i valori possono essere condivisi o meno da persone facenti parte anche di comunità più ridotte, non necessariamente a grandi distanze di “latitudine o longitudine” ma anche a pochi metri da noi. I valori possono essere conflittuali all’interno d’uno stesso Stato: in Italia ancora oggi c’è chi discute sulla bontà o meno dell’unità nazionale e cosa sono l’indipendentismo o l’unitarismo se non valori? I valori conflittuali possono coesistere anche all’interno di comunità sempre più ristrette: paesi, villaggi, quartieri, famiglie.

L’uomo crea i suoi valori in base alla cultura che ha ed apprende. Ciascun essere umano, tramite la socializzazione, incamera valori, assorbendoli. L’assorbimento di valori non si può ottenere forzatamente, c’è bisogno di tempi e modi giusti. Ecco perché è sbagliato imporre i propri valori a chi possiede culture diverse, che si parli di scontri tra civiltà (occidentale\orientale, islamica\cristiana) o tra individui. Ecco perché esistono prodotti, tra i quali la democrazia o la religione, che non possono essere esportati se non con le giuste soluzioni: insegnare, condividere e non imporre cancellando il vecchio bagaglio valoriale.

Ciò che torna alla mente sono i vari conflitti nei paesi Mediorentali, arabofoni e attualmente anche in quelli nordafricani. Non ci dimentichiamo di casa nostra e delle tante vite private d’ognuno di noi, de i momenti in cui qualcuno convinto d’aver trovato il manuale d’istruzioni della vita tenta di imporci il suo modo “giusto” di affrontarla.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 21/02/2011

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