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Chiudere gli occhi sulla verità

E’ palese: qualsiasi cosa che non ci piaccia tendiamo a cancellarla, a fingere che non esista, che non ci sia mai stata. Questo criterio, insieme a quello della menzogna che alla lunga finisce per essere considerata come vera, sembra un valore condiviso nella moderna società, nel modo di pensare e ragionare.

Camminiamo tutti con la verità in tasca e chiudiamo gli occhi di fronte agli scomodi eventi che tentano di farcela mutare. Testardaggine dell’uomo ma anche scarsa concezione della realtà ci spingono a rifiutare le opere di ricerca di verità di mille altre persone. Ognuno, nella propria mente, ha già definito chi sono i buoni e chi i cattivi, con un taglio netto tra gli uni e gli altri, da fiction televisiva. Ascoltiamo i “buoni”, quindi, e ci voltiamo dall’altra parte quando parlano i “cattivi”, con un’immagine che ricorda le pecore di “Animal farm” di George Orwell.

Ma è proprio la letteratura a metterci di fronte a personaggi ambigui che hanno del buono e del marcio, come la maggioranza degli uomini. Basti pensare a Long John Silver de “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson. Lui, il cuoco marinaio con una gamba sola ed il Capitano Flint sulla spalla, può essere considerato come l’immagine dell’uomo comune. Non c’è dubbio che sia un opportunista, a volte un imbroglione, mosso forse dall’utilitarismo tanto predicato da John Mill e Jeremy Bentham, ma è innegabile che abbia un gran cuore e che risponda anche ai comandi di esso. Dunque un personaggio dalle innumerevoli sfaccettature, di natura sia positiva che negativa, capace di conquistarsi la simpatia di molti e l’odio di altrettanti.

Basterebbe porsi nei confronti degli altri vedendoci Long John Silver, imparando a cogliere nelle altrui parole il “bene” ed il “male”. Purtroppo è molto più comodo bollare, etichettare, stabilire a priori chi sia “buono” e chi “cattivo”, realizzando a pieno le teorie utilitaristiche. Come diceva Bentham: “La natura ha posto il genere umano sotto il dominio di due supremi padroni: il dolore e il piacere. Spetta ad essi soltanto indicare quel che dovremmo fare, come anche determinare ciò che è giusto o ingiusto.

Questo, però, non potrà che portare il genere umano in un’eterna lotta tra diffidenti, pronti a distruggersi a vicenda in nome della reciproca sopravvivenza. E chi predica il contrario verrà etichettato come “stolto” e la sua voce rimarrà nel vento.

Giuseppe Guarino

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Un commento su “Chiudere gli occhi sulla verità

  1. Mi piace il post! Inoltre cogliamo l’occasione per fare gli auguri di Buona Pasqua…Conigliosa….!!!

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul nostro blog Vongole & Merluzzi!

    Ricorda: il Grande Coniglio ci ama!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/04/24/il-grande-coniglio/

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