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Dignità femminile nell’era del bordellismo berlusconiano

Pari opportunità, dignità della donna, belle parole e meravigliosi concetti. Ma il sessismo divaga nella nostra era, portandoci in un grottesco ed assurdo mondo bordellesco.

La società a forma d’uomo (o, per meglio dire, di modello machista): la donna sembra un oggetto di piacere, devoluta al soddisfacimento fisico dell’uomo. Una persona da intrattenimento, quasi come un televisore o una radio. L’era del bordellismo trova il suo massimo rappresentante in Silvio Berlusconi, capace di apparire redento e candido come un bambino agli occhi dei suoi mezzi d’informazione e dei suoi estimatori (basterà contestualizzare anche stavolta, come nel caso delle bestemmie?, nda).

Berlusconi la fa da sceicco occidentale, riempendo di hostess ed escort il suo harem di Villa Certosa. Ma questo non è un problema. La vita privata di Berlusconi non deve interessarci, ognuno fa quello che vuole, il problema è il falso moralismo suo e del suo corteo di “pratici” (cit. Roberto Vecchioni, “Alighieri”).

La Lega, donna Assunta Almirante ed altri la giocano sporca: “Berlusconi almeno va a donne, quello immorale è Vendola”. Senza star qui a discutere di omosessualità e del suo ruolo nella società, notiamo che costoro si dimenticano che, sì, Berlusconi va a donne ma che lo fa sminuendone il ruolo.

Che si tratti di insultare le donne che non sono a sua disposizione (offese a Rosy Bindi), di aver rapporti con le sue ministre o di consigliare alle italiane di sposare un uomo ricco, il divin Silvio riesce sempre a sputare sopra la dignità femminile dopo averla calpestata.

L’Italia formato bordello che sogna, con donne fisicamente avvenenti, disponibili e disposte a compromessi sessuali in cambio di disparate ricompense (Ministeri, Posti in Parlamento, ma anche semplice carta moneta), si spera lontana ed astratta. Purtroppo le tante Ruby, Iris, Noemi e co. rischiano di diventare modelli per tante ragazze inclini a far carriera.

Se le rivendicazioni femminili in anni ormai lontani reclamavano parità di diritti e di possibilità, ora esigono rispetto. Riportare la donna al suo ruolo, che non è il modello di instancabile massaia sfornafigli e tutta-famiglia, ma nemmeno quello di labbra gonfie e gambe aperte. La donna deve poter scegliere, non limitarsi ad essere scelta né subire ingiustizie da uomini senza rispetto.

E’ impensabile considerare le ragazze “carne fresca” o giustificare lo “spirito cacciatore” del re della foresta. La pari dignità tra uomo e donna sta nella parità delle possibilità e delle garanzie. Silvio Berlusconi dall’alto delle sue funzioni dovrebbe adoperarsi per proteggere e salvaguardare la dignità femminile in quanto dignità umana, non parlare come un libidinoso macellaio. Riprendendo le pagine di Famiglia Cristiana: “L’indignazione per donne considerate oggetti, per frotte di ragazze equivalenti a scuderie di puledre, dovrebbe percorrere il Paese da un capo all’altro e interrogare tutti”.

Il sostegno va quindi alle donne “vere”: a quelle che faticano per studiare, lavorare, mandare avanti una famiglia…; alle tante donne che (per dirla come la Marcegaglia) “vanno a letto presto”; alle tante donne che si sentono offese dalle uscite volgari del Presidente del Consiglio e della sua schiera; alle tante donne che non calpestano la propria dignita e che la difendono; alle donne la cui dignità viene calpestata contro la loro volontà.

A tutte loro va l’augurio di riuscire a conservare questa dignità, sperando che smettano di continuare a vilipenderla.

Giuseppe Guarino

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