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La fine del mito della marijuana?

Ci troviamo di fronte a innumerevoli luoghi comuni sulla marijuana, la “droga leggera” più amata e consumata del mondo. C’è chi dice che faccia male, chi dice di no. C’è chi ama la canna e chi la condanna, ma qual è la verità?

Senza entrare in questioni che non è possibile analizzare approfonditamente in questa sede (droga leggera o pesante, legalizzazione, confronto con il fumo di tabacco, esistenza di altre “droghe” legali come alcol, farmaci e caffè), parliamo semplicemente dei danni che comporta, di quelli dimostrati.

Si sa per certo che crea dipendenze di minor portata rispetto a eroina, alcol e tabacco; ma si sa anche che le cellule nervose vengono distrutte dal largo consumo di questo stupefacente. C’è chi però sostiene che addirittura il consumo della fogliolina a sette punte faccia bene.

Uno studio americano [per maggiori info cliccare qui] ha rilevato che, alla lunga, il consumo di marijuana comporta effetti devastanti sul sistema immunitario, sviluppando il rischio di tumori. Un bel rischio che, aggiunto a quelli sul sistema nervoso, toglie “innocenza” al consumo dell’erba. Lo studio ha bisogno di ulteriori approfondimenti anche se pare certo che i cannabinoidi stimolino l’azione delle cellule MDCS che hanno un’azione frenante sulle difese immunitarie e sono fortemente presenti nei malati di cancro. Non è una criminalizzazione né una demonizzazione della canna, ma perché rischiare?

Siamo forse verso la fine del mito dei soli effetti immediati della marijuana oppure di fronte a un’altra bufala. Resta da fissare un piccolo punto: la nostra libertà finisce dove incomincia quella degli altri quindi, anche decidendo di far uso di droghe di qualunque tipo, ciascuno di noi non deve far altro che evitare di coinvolgere altri che diventerebbero vittime.

Giuseppe Guarino

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2 commenti su “La fine del mito della marijuana?

  1. ciao, sono capitata per caso in questo blog e leggendo ciò che hai scritto, mi permetto di dissentire! solo ponendoti alcune domande: primo, ci sono persone che possono provare che il consumo di cannabinoidi li abbia portati ad avere un tumore? secondo, perchè alcune persone con il cancro fanno ricorso ai cannabinoidi per sentirsi bene, e in alcuni casi (persone che lo possono certificare) per guarire? terzo: rischiare, per come la vedo io, fa parte della vita, si richia anche uscendo di casa, mangiando, bevendo…ma essendo bisogni primari e di benessere, “rischiamo” senza dargli importanza!

  2. Salve. Dal suo commento noto che non ha colto il senso dell’articolo. Innanzitutto è del 2011 e non di oggi, ed è una semplice segnalazione di un pezzo ben più approfondito pubblicato dal Corriere della Sera. Non sono un medico e non so rispondere alle sue domande, per quanto legittime.
    Inoltre, mi sembra di non aver preso una posizione netta, ma soltanto accennato allo studio (che non è detto che sia attendibile) e ai suoi possibili effetti. Io stesso dico: “Siamo forse verso la fine del mito dei soli effetti immediati della marijuana oppure di fronte a un’altra bufala.”
    Detto questo, è una polemica che non mi interessa. Lo specifico prima di entrare nel merito e lo rimarco qui. Ho una concezione piuttosto liberista delle droghe, fumo e alcol inclusi. Ho soltanto voluto dire che ciascuno fa quello che vuole, l’importante è che non si intacchi la salute altrui.
    Cordialità.

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