marijuana provoca cancro

La fine del mito della marijuana?

Ci troviamo di fronte a innumerevoli luoghi comuni sulla marijuana, la “droga leggera” più amata e consumata del mondo. C’è chi dice che faccia male, chi dice di no. C’è chi ama la canna e chi la condanna, ma qual è la verità?

Senza entrare in questioni che non è possibile analizzare approfonditamente in questa sede (droga leggera o pesante, legalizzazione, confronto con il fumo di tabacco, esistenza di altre “droghe” legali come alcol, farmaci e caffè), parliamo semplicemente dei danni che comporta, di quelli dimostrati.

Si sa per certo che crea dipendenze di minor portata rispetto a eroina, alcol e tabacco; ma si sa anche che le cellule nervose vengono distrutte dal largo consumo di questo stupefacente. C’è chi però sostiene che addirittura il consumo della fogliolina a sette punte faccia bene.

Uno studio americano [per maggiori info cliccare qui] ha rilevato che, alla lunga, il consumo di marijuana comporta effetti devastanti sul sistema immunitario, sviluppando il rischio di tumori. Un bel rischio che, aggiunto a quelli sul sistema nervoso, toglie “innocenza” al consumo dell’erba. Lo studio ha bisogno di ulteriori approfondimenti anche se pare certo che i cannabinoidi stimolino l’azione delle cellule MDCS che hanno un’azione frenante sulle difese immunitarie e sono fortemente presenti nei malati di cancro. Non è una criminalizzazione né una demonizzazione della canna, ma perché rischiare?

Siamo forse verso la fine del mito dei soli effetti immediati della marijuana oppure di fronte a un’altra bufala. Resta da fissare un piccolo punto: la nostra libertà finisce dove incomincia quella degli altri quindi, anche decidendo di far uso di droghe di qualunque tipo, ciascuno di noi non deve far altro che evitare di coinvolgere altri che diventerebbero vittime.

Giuseppe Guarino