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I concept album sono Opere d’arte

The dark side of the moonLa musica è arte o intrattenimento? C’è risposta a questa domanda? La si può vedere in entrambi i modi e certamente è entrambe le cose. Anche perché c’è musica e musica. Certo è che ci sono brani che rappresentano molto di più che un semplice sfogo, ma vogliono comunicare e trasmettere messaggi. È questo il senso stesso della loro esistenza.

Negli anni sessanta cominciò a diffondersi un nuovo modo di fare musica: il concept album. Diversamente dagli album “standard” che si riducevano a mere raccolte di singoli o di pezzi scollegati, il concept album rappresentò una importante novità capace di elevare la musica leggera ad un livello quasi operistico. Ogni singola canzone è collegata alla successiva ed alla precedente raccontando una storia, esplorando un mondo, espandendo un concetto. In questo modo la canzone presa singolarmente perdeva forza, in favore di una visione completa dell’opera considerata integralmente.

I maggiori concept sono stati sfornati da gruppi e artisti quali Beatles (Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band), Elton John (Tumbleweed Connection, Goodbye Yellow Brick Road, Captain Fantastic And The Brown Dirt Cowboy), Genesis (The Lamb Lies Down on Broadway) e David Bowie (The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars). Nel metal sono stati messi in essere da pioneri del genere quali Iron Maiden e Dream Theater; in Italia sono stati introdotti da Fabrizio De André e i New Trolls (Senza orario e senza bandiera, La buona novella).

Ma la band più ricordata al mondo per i suoi “album a tema” è quella di David Gilmour e Roger Waters: i Pink Floyd. Secondo una recente pronunzia della Supreme Court of the United Kingdom, gli album della rock band britannica, in quanto concept album, vanno ascoltati interamente e non è possibile acquistarne singoli brani (come di uso comune nel mercato musicale digitale). Ecco che quindi iTunes ha dovuto rimuovere tutti i brani “singoli” dei Pink Floyd che potranno essere scaricati soltanto ad intero album. Pertanto, chi vorrà ascoltare i brani di The dark side of the moon, The final cut, Animals o The Wall dovrà farlo in maniera integrale. Un piccolo colpo a favore del riconoscimento universale del rock come opera d’arte a dispetto della musica di consumo.

Giuseppe Guarino

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