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Cos’è l’identità nazionale

Mi chiedono se mi sento italiano. “Certo”, rispondo senza riflettere. Mi domandano poi: “Chi lo dice?”. Resto un pò spiazzato, vorrei controbattere ma non trovo le parole.

Torno a casa, mi getto su una poltrona, accanto al camino, e lì rifletto. Cosa fa un popolo? L’argomento è grande, ed è difficile districarsi all’interno di esso. Non sono italiano? Sono italiano? Cosa sono? Ha tanta importanza essere italiano o meno? Per la legge sì, anche per le tradizioni, gli usi, i costumi.

Ma non sono diverso? Sono diverso da un lombardo o da un piemontese, diverso anche da un pugliese, da un sardo, da un siciliano. E tutti loro sono diversi vicendevolmente. Allora, non sono italiano?

I dubbi mi assaliscono e rimugino, sono entrato in un vicolo cieco e non ho la risposta. Non so dove voltarmi a cercarla. “E se chiedessi in giro?”

No, mi risponderebbero ciascuno secondo la propria prospettiva (chi non lo fa d’altronde?). Ripenso al fascismo, ai suoi ideali di patria e nazione; ripenso al Risorgimento, a Garibaldi, Mazzini, Bixio, Cavour…

Penso a quello che faccio, a ciò che mi piace. Tutto mi dice che sono italiano, d’altronde parlo in lingua italiana. E lì capisco cos’è l’identità nazionale: d’un tratto, come una folgorazione.

Mi sento d’appartenere a un popolo, ch’è il popolo del mondo. Sento di essere una sola cosa, nella diversità, con il mineros cileno o il mercante arabo o l’operaio cinese. E poi? Poi c’è qualcosa di più ristretto, che non è la mia famiglia e nemmeno la mia comunità, il mio cerchio di conoscenze. Quel qualcosa si chiama Italia e per me rappresenta un luogo dove vorrei poter sviluppare me stesso nel pieno rispetto degli altri, “come singolo e come formazioni sociali”. L’Italia è per me quel posto dove con tutti posso comunicare, nel quale sono cresciuto. Un posto che non è migliore di altri, né nemico di altri. Un posto come gli altri e diverso dagli altri. Un luogo di crescita della persona che in quel luogo è nata o che sente di appartenervi. Un luogo che è anche un pò mio, ma appartiene a tutti noi. Il resto sono quisquilie, sono intoppi nel cammino, ostacoli più o meno grandi. Che vanno superati e, quando dovuto, combattuti.

Ecco la mia idea d’identità nazionale, la mia idea d’italianità.

Giuseppe Guarino

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