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Uno vale uno. Ma alcuni uno valgono più degli altri.

La citazione orwelliana deriva dalla lettera che Monica Fontanelli ha pubblicato il 25 novembre. Lei è stata un’attivista del movimento grillino, delusa dal movimento stesso e che ha deciso quindi di uscirne. E’ un’insegnante, disgustata dalle politiche di questo governo, che aveva formato all’interno del moVimento una commissione sulla scuola, commissione poi risultata priva di voce in capitolo e totalmente irrilevante. Accusa il movimento grillino di non essere internamente democratico; di non assumere posizioni rispetto alle politiche economiche, alla scuola, alla laicità dello stato; di essere un eterno sbandierare di luoghi comuni, idonei solo a raggruppare persone senza programma politico.

Le scelte interne, a suo dire, le prenderebbero gli eletti Giovanni Favia e Andrea De Franceschi, e sono rivolte solamente a quelle questioni “comuni”, sulle quali sono generalmente tutti d’accordo. Se si parla di scuola pubblica, economia o laicità, invece, si può rischiare d’offendere qualcuno, dato che il movimento contiene al suo interno personalità deluse da ogni parte politica, dai più conservatori agli orfani della sinistra. Ecco perché il movimento rimarrebbe sempre sul vago. In più, i più radicali componenti, avrebbero la presunzione di “volare alto”, vantandosi di non essere un partito, ma comportandosi peggio del peggior regime stalinista: insultando ed isolando le voci di dissenso, chi è contro la dottrina ufficiale (questo avviene grosso modo nei partiti, ma loro non lo sono). Inoltre si riscontrerebbe una chiusura al dialogo, ostentando solamente slogan di facile presa e, in questo, la Fontanelli paragona il Movimento 5 stelle alla Lega Nord, che non è proprio un complimento.

Monica Fontanelli

Monica Fontanelli

Analizzando il programma del partito (pardon, movimento), si riscontrano effettivamente “tante belle cose”, sicuramente vicine ai cittadini, ma esposte con proposizioni brevi e senza troppe specificazioni. Ma secondo Fontanelli si tratterebbe di uno specchietto delle alloddole per attirare consensi. Intanto lei ha lasciato il movimento con una lettera, addossando sullo stesso una marea di critiche, sviluppandone un maremoto, ma con diritto di replica. Si spera in qualche risposta sensata ed in una presa di posizione stabile che la smentisca, ma il timore è che non arriverà mai perché chi non si confonde con “la massa” non vuole averci niente a che fare, vuole rimanere “fuori casta”, creando un paradosso: un microcosmo di massimalismo democratico, in cui è vietato esprimere un parere diverso; in cui uno vale uno, ma alcuni uno valgono più degli altri.

Giuseppe Guarino

La lettera di Monica Fontanelli: http://www.facebook.com/note.php?note_id=178831895467108&id=1656882137

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 29/11/2010

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3 commenti su “Uno vale uno. Ma alcuni uno valgono più degli altri.

  1. La verità non sta mai tutta da una parte. Per chi fosse interessato al caso Fontanelli, visitare questo link

    Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna

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    • ‎@Lorenzo Andraghetti
      Nessuna megalomania, solo la necessità di far sepere cosa si nasconde dietro agli slogan del Movimento 5 Stelle. Solo l’amarezza di chi ci ha creduto, di chi ha dedicato energie e passione al Movimento. Sono una donna l…ibera, con senso critico e senza alcuna concezione “fideistica”, pertanto non potevo “far finta di niente”, la mia coscienza me lo impediva. Andarmene “in punta di piedi” non sarebbe servito a nulla, i cittadini hanno il diritto di essere informati.
      Riguardo ai punti che hai indicato:
      – E’ vero, il candidato sindaco l’ho votato anch’io la settimana scorsa, adeguandomi alla decisione dell’assemblea di non organizzare “primarie” aperte alla cittadinanza. Decisione che non ho mai condiviso, basta rileggere i verbali dell’assemblea nella quale ho dichiarato che ero favorevole ad un’apertura reale del movimento e contraria ad una scelta solo “interna” del candidato sindaco
      – Non ho affatto mentito riguardo all’assemblea nella quale Favia e De franceschi hanno”dato le loro dimissioni” . Prima della votazione non c’è stato alcun dibattito, non è stato possibile formulare domande. La votazione è stata per “acclamazione”, per alzata di mano, come nei cogressi del vecchio PSI di Craxi, o nel partito del predellino di Berlusconi….Solo dopo, quando la maggior parte delle persone ormai se ne era andata ed erano rimasti “pochi intimi” è stata aperta la discussione.
      – Il Movimento di Bologna non ha “mai” discusso riguardo alla partecipazione alla manifestazione del 9 ottobre. L’hanno deciso Favia e De Franceschi, in assoluta autonomia e senza nemmeno informare il gruppo di Bologna. Mi sono accorta io, guardando nel sito degli organizzatori, della loro adesione. Ho chiesto conferma e, dopo che mi è stata data, ho informato l’assemblea degli attivi. L’adesione è quindi stata data “quasi di nascosto” , per non scontentare chi, nel Movimento, appoggia la Riformna Gelmini.
      – Non ho mai sposato solo un tema. Quest’estate io c’ero davanti alle tende poste di fronte alla ex scuola occupata da cittadini senza casa e fatti allontanare con la forza dalla Cancellieri. Ero con loro, con Nick e con Daniele a denunciare, attraverso un video, ciò che era successo a Bologna. Ho chiesto anche in quella occasione che il Movimento assumesse una posizione…niente, nessuna risposta…il nulla assoluto.
      Per me parla la mia storia, il mio impegno, che non è mai stato monotematico: ho fatto volontariato con i “diversamente abili”, ho organizzato corsi di teatro con i detenuti di un carcere di. Il mio impegno l’ho sempre dimostrato nei fatti, come nei fatti ho dimostrato la mia coerenza.

      • Monica, non mi piacciono le voci urlate. Aspettavo che il tutto passasse da se, perché il clamore che susciti è solo una bolla di sapone. Però non posso non dolermi, quindi prendo posizione.
        Ti ho sempre sostenuta all’interno del MoVimento, ho apprezzato il lavoro che avete fatto all’interno del Gruppo Scuola, ho dichiarato apertamente il mio dolore perché avete scelto di rispondere a delle critiche (giustificate o no) con una impostazione ideologica. Nel mio lavoro come referente del Gruppo Pari Opportunità ho ripreso alcune tue idee. L’ultima volta che ci siamo viste, all’assemblea dove si è votata la tua proposta per ridurre gradualmente, fino all’azzeramento, il finanziamento delle scuole paritarie private, a favore della scuola pubblica, eri felice che sia “passata” nel programma comunale la mia proposta per il potenziamento del dopo scuola, una battaglia comune… Cosa è successo due giorni dopo da farti dimenticare l’appoggio, la condivisione che c’era?
        Dici che non facciamo niente, che siamo prigionieri dei due eletti. Che grillina sei stata se non ricordi nemmeno che un eletto, un portavoce vale sempre uno, come tutti gli altri, e la tua ricerca dell’appoggio di Giovanni completamente inutile, tanto avevi già l’appoggio dell’assemblea?
        Io aspetto che passi questo brutto momento, ma voglio ringraziarti adesso. Hai fatto un buon lavoro nel MoVimento, interrotto in una maniera assurda, ma non per questo dimenticato. Grazie a te, a Felice, a Stefania e a Danielone tanti temi sono entrati nel nostro programma. Il mega-gruppo per uno Stato Sociale va avanti, e l’assemblea mostra interesse e si confronta sulle proposte di Angela e Silvio sulla tematica del lavoro, su quelle di Pasquale su laicità dello stato e una scuola laica e plurale, e sulle mie su donne, stranieri, persone con disabilità, LGTB e lotta alle discriminazioni. Stiamo votando, stiamo portando avanti anche il lavoro che tu hai cominciato.
        Antonia Iulia Dejeu

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