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Accendere ceri a Berlusconi

Alle pretese dichiarazioni autodeificanti di Silvio Berlusconi oramai nessuno fa più caso. Rimangono celebri le sue perle in cui si è dichiarato “unto del Signore” e “Gesù Cristo della politica”. Dichiarazioni che avrebbero quasi fatto impallidire John Lennon che con il suo “siamo più famosi di Gesù” non si era spinto a tal punto da elevarsi ad entità divina.

Che cosa pensa la gente di questa “povera vittima” di nome Berlusconi lo si evince dalle tante lettere della sezione “Posta dei lettori” di quotidiani come Il Giornale, ma qualcuno ha voluto spingersi più avanti. Ecco che un tal Pompeo Berlusconi, dotato di immensa carica goliardica, nonché di una buona dose di coraggio, si è spinto al punto di pubblicare un falso blog personale del Presidente del Consiglio, con tanto di simboli istituzionali, mettendo a disposizione anche un indirizzo e-mail, tramite il quale scrivere al Presidente.

Inutile dire che di mail ne sono arrivate a centinaia, ma il geniale blogger, invece di tenerle per se e farcisi quattro risate (e riflessioni) su, ha pensato bene di ripubblicarle sul blog stesso. Ne vengono fuori spaccati di vita quotidiana di quest’Italia, appesa ancora ai sogni e alle manie di grandezza incarnate nell’immagine del Presidente del Consiglio. C’è chi gli invia e-mail di semplice incoraggiamento, chi gli chiede aiuti economici per l’incombente crisi, chi invita il Presidente a concerti ed eventi vari, chi cerca una palese ed imbarazzante raccomandazione o bottarella.

E’ il volto di un’Italia in ginocchio, dai risvolti bassomedievali, in cui non manca mai la lustrata di scarpe, di faccia (o di culo, ndr). Cittadini, diplomati, laureati, professionisti, imprenditori, aspiranti cantanti e musicisti, persone che, spinte dalla disperazione o dalla semplice voglia di affermarsi, chiedono aiuto al loro idolo che, non si sa bene se sorridente o ghignante, si autocompiace ed offre mani da baciare agli adulanti sudditi genuflessi. I “sostenitori della prima ora” o, addirittura, “fans” chiedono l’incontro con il premier, il favore privato, la “collaborazione” con la propria azienda o implorano di entrare nel team di persone che lavorano per Don Silvio. Una fetta del paese dalla quale il nostro (loro?) Capo del Governo esce rafforzato e sicuro di sé, conscio (come ricorda Massimiliano Boschi su L’Unità) che una certa Patty accenderà in suo onore un cero a Lourdes.

Il blog (http://silvioberlusconispa.myblog.it/) ad oggi risulta irraggiungibile ed addirittura scomparso dal server (classico errore 404), ma è ancora raggiungibile dalla “Copia cache” di Google. Non si sa se sia frutto di una chiusura “volontaria” da parte dello stesso blogger o di un intervento esterno. Fatto sta che, in questo caso, Berlusconi si sarà sicuramente dato un pizzico sulla pancia pensando a come le toghe rosse potessero fargli comodo.

Giuseppe Guarino

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